I giovani si confrontano su spopolamento, partenze e ritorni: domenica on line la prima Assemblea Pubblica del Collettivo Io Posso

Lo spopolamento dei piccoli comuni interni salernitani, in particolare nel Vallo di Diano e nel Cilento, è un tema al quale la politica ha dedicato fiumi di parole negli ultimi anni, senza mai però trovare soluzioni.

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La realtà è sotto gli occhi di tutti: servizi che vengono soppressi, infrastrutture fisiche e digitali carenti rispetto a quelle disponibili in altre zone d’Italia, sanità alle prese con la cronica insufficienza di medici e operatori. Ma soprattutto la mancanza di possibilità di un lavoro dignitoso, tranne rare eccezioni, vede giovani e meno giovani costretti ad abbassare la testa ed accettare condizioni capestro, se decidono di restare. L’alternativa è quella di abbandonare il proprio territorio: ed in questo caso soltanto in pochi, poi, ritornano. In questo contesto non stupisce che sia proprio lo spopolamento, insieme ai temi “eterna partenza, eterno ritorno”, l’argomento all’ordine del giorno della prima assemblea pubblica del Collettivo Io Posso, in programma domenica 17 Gennaio sulla piattaforma “Zoom”. I giovani che con la loro installazione artistica esposta e poi cancellata a Sala Consilina hanno provato lo scorso mese di dicembre a risvegliare le coscienze intorpidite da anni di tacita rassegnazione, sono riusciti con un semplice gesto quantomeno ad aprire un momento di riflessione. Il clamore mediatico suscitato è direttamente proporzionale all’assenza una visione di sviluppo territoriale reale (e non soltanto virtuale), che ha caratterizzato l’azione amministrativa territoriale in particolare nell’ultimo anno. Un vuoto amplificato dalla crisi pandemica e sentito in particolare dai più giovani. “L’attuale Pandemia -confermano dal collettivo IO Posso- ha frammentato il nostro sistema politico già di per sé destabilizzato, e ha ridotto gli spazi di elaborazione”. Di qui l’esigenza dei ragazzi del collettivo di provare a ricostruire una rete umana di contatti, dibattiti, idee, avviando un nuovo modello di partecipazione. A causa della crisi pandemica resta impossibile incontrarsi dal vivo, ma nell’era digitale la video-conferenza è uno strumento di facile utilizzo per i giovani, e può per il momento surrogare il crescente bisogno di interazione e scambio senza snaturare la natura stessa del collettivo. Dunque l’appuntamento di domenica con la prima assemblea pubblica del Collettivo Io Posso è significativo, perché indica l’inizio di un percorso di confronto, finalizzato ad una partecipazione attiva alla politica intesa come la intendevano i greci: “arte che attiene alla città”. Un attore nuovo in campo nella palude territoriale non può fare che piacere: certo tra ideali e azione amministrativa c’è un abisso, ma non sono certo i giovani a dover risolvere i problemi. Possono però fungere da pro-memoria e stimolo, dare una spinta e pungolare, mettere -come hanno fatto a fine dicembre- gli adulti di fronte a quelle responsabilità che ormai da troppo tempo sono abituati a far finta di non vedere.

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Una risposta

  1. fusco antonio ha detto:

    ….possono principalmente con il loro voto, responsabile e pensato, evitare che feccia politica che si annida nella lega,tra i grillini, addirittura con i neofascisti e berlusca , vada al potere . In quel caso veramente addio ad ogni illusione e ad ogni speranza di “risorgimento” per queste nostre povere terre abbandonate da dio e dagli uomini e ridotte a riserve indiane. Forza ragazzi credo che tanti come me vi sono vicini e potendo vi stimoleranno a fare sempre meglio ed a far prevalere la ragione e la civiltà sulla barbarie.

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