Operazione “Croci del Silaro”. Per la prima volta inquirenti italiani sequestrano un bene all’estero: l’ottimo lavoro della Procura e della Polizia salernitana

“Per la prima volta, applicando una direttiva europea, inquirenti italiani sequestrano in maniera diretta un bene all’estero. E accade nell’ambito di una indagine che ha portato altre innovazioni nell’operato degli inquirenti, con 11 misure cautelari che colpiscono gli intrecci tra interessi di un imprenditore colluso con la camorra e servizi legati alla pubblica amministrazione, quali il trasporto infermi. Lo fa notare il prefetto Francesco Messina, direttore centrale anticrimine della polizia, sottolineando che nell’operazione della Squadra Mobile di Salerno, su delega della procura retta da Giuseppe Borrelli, è stato utilizzato “una sorta di doppio binario nell’azione di contrasto. Otteniamo i provvedimenti di custodia , gli arresti. In contemporanea, eseguiamo un sequestro preventivo, per 16 milioni di euro, con un provvedimento emesso sulla base di una richiesta formulata dal procuratore e dal questore e sulla base di una valutazione di pericolosità sociale. Perciò, spiega  contestualmente agiamo penalmente e sotto il profilo della prevenzione. Questo ci consente di raggiungere degli obiettivi che, solo con il procedimento penale, anche con il sequestro penale, non avremmo potuto raggiungere. Attingiamo una parte di patrimonio maggiore perchè utilizziamo il codice antimafia, utilizziamo delle norme che ci consentono di andare oltre i limiti del procedimento penale”. Una modalità che “diventa ancora più innovativa per Salerno perchè, per la prima volta, applichiamo una misura di prevenzione in territorio estero, grazie ad una direttiva europea, entrata in vigore nello scorso dicembre, che ci consente di agire direttamente all’estero. Significa che il problema della delocalizzazione dei patrimoni mafiosi può essere efficacemente combattuto grazie a queste normative”. Il sequestro è quello di un terreno in Romania dove doveva sorgere un caseificio. “Salerno è stata innovativa. Auspichiamo che questa capacità di agire sul doppio binario venga applicata anche dalle altre procure della Repubblica”, conclude Messina.

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