Morte di Massimo Casalnuovo: le motivazioni della Cassazione per aver respinto il ricorso della famiglia del meccanico di Buonabitacolo

La Cassazione ha pubblicato le motivazioni in merito alla decisione di respingere il ricorso della famiglia di Massimo Casalnuovo, costituita parte civile nel processo, sull’assoluzione al maresciallo Giovanni Cunsolo dell’appello bis.   “Non è risultato possibile ricostruire esattamente la dinamica del fatto e, soprattutto, la sua eziologia collegando la caduta e il decesso di Casalnuovo, con probabilità razionale pari alla certezza, al gesto contestato al militare. Si tratta di un gesto che una parte dell’istruttoria ha anche escluso, legando l’evento alla manovra di investimento del militare da parte del ragazzo e della perdita di controllo del ciclomotore, con conseguente caduta”. Con queste parole la prima sezione penale della Corte di Cassazione conclude le 26 pagine delle motivazioni. Inoltre vengono rimarcate le contraddizioni di un testimone e intervenuto sulla prova scientifica: “Il perito ha sancito l’impossibilità di concludere per una corrispondenza sia chimica che cromatica tra i due reperti. Quella compatibilità era stata esclusa dalla stessa polizia scientifica. Anche in quella prima valutazione la conclusione era, infatti, stata per una compatibilità medio-bassa e nella sola parte finale dello spettrogramma. Si trattava, osserva la Corte territoriale, di un’analisi eseguita solo sul colore e non sulla componente chimica, poiché l’esiguità della traccia sotto la scarpa non aveva permesso lo sviluppo dell’accertamento in direzioni di maggiore chiarezza”.

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