Auletta (capofila) con Pertosa e Rofrano presentano il progetto “I luoghi della Transumanza”

Il Comune di Auletta partecipa al Bando MIBACT – Borghi in Festival, con Pertosa e Rofrano in provincia di Salerno, e con Guardiaregia (CB), Atella (PZ), quale Comune capofila, impegnandosi alla presentazione della candidatura del progetto denominato “I luoghi della Transumanza”. L’intento del progetto è quello di promozione di itinerari turistico – culturali attraverso servizi digitali, percorsi esperienziali, promozione di alberghi diffusi, valorizzazione dei prodotti locali provenienti da filiera corta o a chilometro utile. L’intento è quello di avviare progetti formativi dedicati a specialisti, professionisti, scuole, studenti e famiglie dei territori coinvolti; valorizzare il patrimonio materiale e immateriale dei territori mediante attività e servizi artistici tenendo anche conto che nella rete dei Comuni che hanno aderito vi sono Siti Unesco(Auletta, Pertosa, Rofrano). Il tutto al fine di salvare i territori coinvolti nel progetto dallo spopolamento e dalla perdita identitaria ed esser da impulso per una spinta civica e sociale oltre che risorsa economica in funzione turistica sia culturale che naturalistica.

“In piena era delle comunicazioni di massa – si legge nell’incipit del progetto – può sembrare fuori del tempo parlare di “Vie d’erba”, ma non lo è. Anzi, di fronte all’incalzare della società della fretta e del rumore, alla ricerca di alternative che consentano di coniugare lavoro e svago, luogo condizionato e luogo aperto, le vie erbose caratterizzate da lentezza e silenzio, possono dare un valido contributo alla soluzione del problema. Se poi tali vie sono i tratturi, le strade verdi grandi come autostrade che attraversano il paesaggio senza guastarlo, l’alternativa si fa di gran lunga più appagante: essere accolti da vie che nei millenni hanno prodotto civiltà, culture, letteratura, leggende, credenze, certezze, abitudini, tradizioni, vuol dire ritrovare un paesaggio speciale che è insieme composizione etica e naturale, specchio della storia dell’uomo. Un paesaggio di suggestioni antiche che suscita emozioni moderne. Perché, ed è qui la chiave di lettura, anche se lo stereotipo di “tratturo uguale pecore” è duro a morire, la riscoperta di queste antiche vie come infrastrutture di mondi in cammino, accredita la transumanza come fenomeno complesso, paragonabile alla scoperta del fuoco, per i tanti popoli interessati. L’avvento della pastorizia transumante organizzata rispetto a quella nomade cambia anche la “geografia”; pastorizia che si fondava su due pascoli alternativi uniti da vie erbose, che poteva contare su aziende di proprietà, che era sostenuta da politiche mirate e da collegamenti capaci di dar vita ad un ricco ventaglio di attività dirette e indirette, dentro distretti interregionali. Si rifà a questa matrice l’assetto più antico del territorio, dove i tratturi dettarono la legge del movimento e dell’insediamento, ponendosi alle origini, sia della viabilità succedutasi nel tempo che degli insediamenti, per cui è normale imbattersi lungo tali vie in testimonianze che partono dalla civiltà sannitica, per giungere a quella moderna, attraverso la romana e la medievale, in un gioco di mescolanze gradevoli”.

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