I treni torneranno finalmente nel Vallo di Diano? Geppino D’Amico: “Guerra dei poveri permettendo”

Una notizia promettente sull’Alta Velocità: con la Ferrovia Tirrenica Meridionale Salerno–Reggio Calabria i treni potrebbero tornare nel Vallo di Diano. Ma immediate si scatenano del polemiche partite dal Cilento, che sarebbe stato “dimenticato” nel progetto. La solita “guerra dei poveri”, che rischia di fare danni e rende puntualmente la realizzazione di ogni progetto ancora più difficile. Come sottolinea il giornalista e storico Geppino D’Amico.

Presentato il Piano Alta Velocità di RFI. Allo stato è un piano… speriamo non sia destinato ad andare piano!

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TESTO DI GEPPINO D’AMICO

Fusse che fusse la vorta bona!”. Il tormentone che rese famoso nel 1959 il grande Nino Manfredi è tornato in auge dopo aver letto la notizia relativa al nuovo piano dell’alta velocità delle Ferrovie che interesserebbe anche il Vallo di Diano. Sabato scorso ci siamo occupati della ferrovia Sicignano-Lagonegro ricordando la risposta data nel 1985 dal ministro dei Trasporti, Claudio Signorile, ad una interrogazione dei parlamentari Auleta, Calvanese e Curcio, affermava che il redigendo piano trasporti per il nostro territorio prevedeva “l’elettrificazione e le rettifiche con predisposizione della sede a doppio binario sulla linea Sicignano-Lagonegro per un importo di 230 miliardi a livello dei prezzi 1982”. 

La proposta, però, non ebbe seguito. Francamente non pensavamo di dovercene occupare a distanza di una settimana ma a richiamare l’attenzione è stato il nuovo progetto dell’Alta Velocità della Ferrovia Tirrenica Meridionale Salerno–Reggio Calabria che l’amministratore delegato di RFI, Vera Fiorani, ha presentato alle Commissioni Ambiente e Trasporti alla Camera dei Deputati. Il nuovo progetto coinvolge gran parte della provincia di Salerno e prevede, nello specifico, il collegamento della rete ferroviaria da Battipaglia a Praia a Mare, con innesto a Sicignano per Potenza. La nuova linea attraverserebbe il Vallo di Diano, dove -si legge nel progetto- è programmata anche la costruzione di una stazione. Con buona pace del consigliere regionale Luca Cascone il quale non più tardi di un mese fa aveva annunciato il de profundis per la linea ferrata del Vallo di Diano.

Come già accaduto in passato per altre iniziative riguardanti il territorio è in agguato la solita guerra tra poveri. Cerchiamo di analizzare le prime reazioni politiche. Per i rappresentanti della Lega Salvini Premier, Valentino Grant (eurodeputato), Pina Castiello (deputata) e Attilio Pierro (consigliere regionale), “sarebbe un errore strategico enorme in quanto dai primi progetti visionati pare che il Cilento e la Piana del Sele sarebbero tagliati fuori”. Come dire? Per loro, Cilento uber alles! Più diplomatici i parlamentari Pentastellati Francesco Castiello, Felicia Gaudiano e Cosimo Adelizzi Ed il consigliere regionale Michele Cammarano, i quali fanno sapere che “è stato chiesto all’Amministratore Delegato di RFI un incontro, per chiarire e sviluppare diversi aspetti legati all’opera e per procedere alla rivisitazione della prima proposta di potenziamento della direttrice Salerno-Reggio Calabria”. Diversa, più marcata, la posizione del consigliere regionale nonché ex assessore al Turismo, Corrado Matera, il quale, evidenziando l’impegno profuso dalla Regione nella passata consiliatura, ha inviato una lettera all’amministratore delegato di RFI, Vera Fiorani. Dopo avere ricordato che “la risoluzione dell’annosa questione relativa alla riattivazione della tratta ferroviaria Sicignano-Lagonegro, che è stata inserita nel lotto Battipaglia – Potenza – Metaponto ha rappresentato una priorità”, pur   ritenendo imprenscindibile la stazione prevista nel Vallo di Diano, Corrado Matera aggiunge testualmente: “Avverto l’obbligo morale ed istituzionale di segnalarLe che dal progetto presentato non verrebbero considerate adeguatamente l’area del Cilento e della Piana del Sele: un danno incalcolabile per un territorio a forte vocazione produttiva e turistica”. Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale e presidente del Parco Nazionale Cilento-Vallo di Diano-Alburni, Tommaso Pellegrino, che chiede una rivalutazione del progetto per inserire anche la fascia costiera annunciando che porterà l’argomento nella prossima riunione del Parco.

Queste le posizioni finora emerse, diverse tra loro, che si commentano da sole. Come diceva 60 anni fa Pietro Nenni “la politica cammina sulle gambe degli uomini”. Ci fermiamo qui non senza ricordare che, allo stato, quello delle Ferrovie è un piano; speriamo che per le beghe della politica, essendo un piano, non sia destinato ad andare …piano!

GEPPINO D’AMICO

2 risposte

  1. Giulio Pica ha detto:

    Non bisogna innescare una guerra tra poveri, certo, ma orograficamente ed anche demograficamente il Vallo di Diano si presta molto di più del Cilento ad ospitare la linea AV Salerno-Reggio Calabria. Non sono un tecnico ma credo che35 km di pianura garantiscano una riduzione dei costi di costruzione ed una maggiore possibilità di percorrenza ad alta velocità. La linea tirrenica rimarrebbe così come è e quindi in grado di ospitare regionali, intercity, frecce bianche ed argento come avviene già oggi. In estate quelle zone sono molto popolate, ma nel resto dell’anno il peso demografico ed il maggiore dinamismo economico del Vallo di Diano sono fattori che favoriscono, secondo me, la decisione di costruire l’AV qui e non nel Cilento che, pur essendo meno popolato, negli anni è riuscito a sottrarre al Vallo molti servizi essenziali. O no ?

  2. fusco antonio ha detto:

    …….mi sembra di essermi già espresso sui libri dei sogni che da decenni si scrivono sul meridione e su questa zona in particolare. Vorrei solo considerare che letti i nomi dei tanti politici che si sono interessati nei decenni della telenovela “Sicignao-Lagonegro” e la loro provenienza ed appartenenza , vedi lega, 5S e paccottiglia simile, non c’è da essere ottimisti ne di iscriversi a questo nuovo partito.. Mi dispiace per mio nonno che è stato responsabile del tronco Sicignano – Lagonegro e che si starà ancora una volta rivoltando nella tomba .

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