Il gioco che non c’è: cosa rischia il settore (aziende e dipendenti) dopo l’arrivo di Gamenet?

Ad oggi non vi è ancora una riforma legge che regolamenti il gioco d’azzardo. Settore che vive in bilico perenne, seppur accompagnato da una continua crescita. L’industria del gioco in Italia in una situazione sempre più ambigua è stata scossa da una notizia non del tutto incoraggiante: il colosso Gamenet ha acquisito Lottomatica, per la cifra record di 950 milioni di euro. Un acquisto che avrà valore dalla seconda metà del 2021, ma va profondamente a cambiare gli scenari di gioco nel nostro Paese. L’operazione porta così alla nascita del primo operatore italiano del mercato legale che opererà in ogni segmento, dal gaming online alle scommesse sportive e gli apparecchi da intrattenimento. Inoltre la misura rende Gamenet il principale attore del gioco pubblico italiano e tra i principali in Europa, con ricavi ed Ebitda aggregati pro forma rispettivamente di 1,6 miliardi di euro e 370 milioni per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2019.

Una operazione analoga è stata compiuta da un altro colosso del gioco italiano, Snai, che ha acquisito il 100% di Best in Game, uno dei primi casinò online ad ottenere la licenza AAMS in Italia.

Intanto il gioco d’azzardo vive la sua situazione di bilico. Da questo punto di vista il lockdown di marzo ha rappresentato un brutto stop, ripetutosi poi ad ottobre. 10 miliardi di gettito erariale bruciati in pochi mesi, con perdite per il 2020 che impattano e non poco sull’economia in generale.

Intanto un piano di rilancio ad oggi manca. Il Recovery Fund non basterà a risolvere quello che è un autentico buco prodottosi dalla sospensione del gioco d’azzardo. E comunque ci sarebbe da fare i conti con l’aspetto sociale, che potrebbe portare ad un favoreggiamento del gioco illegale. Tutto ciò in un momento storico non particolarmente favorevole dal fronte della giustizia, su cui aleggia clamorosamente un rinvigorimento della criminalità, pronta a marciare sulla crisi economica del post-pandemia.

L’unico modo per contrastare il gioco illegale è quello della riforma del gambling, così come previsto anche dal Documento Programmatico di Bilancio 2021 dell’ex maggioranza. Non sono in pochi a spingere per una riforma strutturale di tutto il comparto giochi, in particolare per far fronte al sempre più proliferante cyber crime. Intanto l’altro fronte del gioco, quello online, tiene botta come può. I casinò online continuano a registrare aumenti di entrate e di sottoscrizioni. Rendendo dunque sempre più necessaria la riforma dell’intero comparto: per rilanciare il settore fisico, certamente, ma anche e soprattutto per non sprecare un immenso patrimonio, l’unico, nato dalla crisi da Covid-19.

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