Politici del Vallo di Diano, basta fare da “tappetino”: Alta Velocità sotto attacco, è in gioco lo sviluppo

Basta porgere l’altra guancia, basta fare da tappetino per altri territori. Politici e amministratori del Vallo di Diano sono chiamati a reagire con urgenza all’ennesimo tentativo di scippo. Il quadro è chiaro: il progetto dell’Alta Velocità della Ferrovia Tirrenica Meridionale Salerno – Reggio Calabria, che attraverserebbe il Vallo di Diano per raggiungere la Calabria con fermata prevista nel territorio valdianese, non è stato digerito dal Cilento e da altri territori salernitani. Loro, che tra l’altro  l’alta velocità già ce l’hanno, non hanno esitato a alzare un polverone finalizzato ad un unico scopo: sottrarre il tracciato previsto dal Vallo di Diano e trasportarlo altrove.

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L’attacco è in atto, sotto gli occhi di tutti, con la scusa che “il progetto è stato calato dall’alto”. Non sappiamo se è così, ma se così fosse noi aggiungiamo “per fortuna”, perché altrimenti il territorio del Vallo di Diano non sarebbe stato preso in considerazione: una certezza che deriva dal fuoco di sbarramento che si è alzato da quando la notizia è trapelata. Dunque non è più tempo di silenzi: è tempo di difendere il Vallo di Diano dall’ennesima prepotenza. La politica e gli amministratori del Vallo di Diano sono stati in passato capaci di farsi sottrarre sotto il naso qualsiasi cosa: per fare qualche semplice esempio hanno lasciato che il baricentro della Sanità si spostasse a Vallo della Lucania, che il Tribunale da Sala Consilina fosse accorpato a Lagonegro. Tutto questo deve finire: si è detto nelle scorse settimane della “ritrovata unità” di sindaci e amministratori che all’unanimità ha portato all’elezione di Francesco Cavallone alla presidenza della Comunità Montana Vallo di Diano. Vogliamo credere che non si trattava semplicemente di una alleanza finalizzata al “valzer delle poltrone”, ma allo sviluppo del territorio. E ora le buone intenzioni vengono messe alla prova nei fatti, con urgenza e senza appelli: lo sviluppo territoriale non può prescindere dall’occasione dell’Alta Velocità. E allora si sveglino tutti dal silenzio ed escano allo scoperto in difesa del Vallo di Diano. Con unità e remando in una unica direzione, se ne sono capaci, ma soprattutto chi ha polvere spari: serve -non neghiamolo- di mettere a frutto influenze e conoscenze della politica che conta, per arginare la deriva cilentana. L’obiettivo è semplice, per nulla contorto: difendere l’attuale progetto dell’alta velocità e la fermata nel Vallo di Diano, e proporre un potenziamento delle linee che già collegano il Cilento e le altre aree, collegando i due tracciati tra loro. Il Vallo di Diano non vuole sottrarre nulla a nessuno, a differenza di quello che altri hanno fatto in passato e  vorrebbero continuare a fare. Ma deve fare i conti con molti nemici “salernitani”, tra i quali l’attuale Consigliere Regionale Cascone, Delegato ai Trasporti, che pare si sia messo decisamente di traverso. D’altra parte l’aveva anche detto in tempi non sospetti, che al Vallo di Diano “i treni non servono”. Per arginare lui e chi la pensa come lui politici e amministratori valdianesi possono contare sui consiglieri regionali del Vallo di Diano, Corrado Matera e Tommaso Pellegrino. Poi ovviamente devono mettere a frutto i loro contatti personali, a livello Regionale e Nazionale. E infine possono contare anche su un alleato non da poco: si tratta della Regione Basilicata, che ha tutto l’interesse a far realizzare il tracciato dell’Alta Velocità come attualmente previsto.

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Una risposta

  1. Angelo ha detto:

    Complimenti all autore per l ottima disamina.
    Speriamo in un sussulto di orgoglio della politica locale e anche in una forte mobilitazione della popolazione.

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