Alta velocità Salerno-Praja, dalla Calabria si schierano a favore del passaggio nel Vallo di Diano

Il progetto dell’alta velocità al Sud presentato nei giorni scorsi da Rfi ha scatenato opinioni, prese di posizione e divisioni nell’ambito della società civile, associazioni di categoria e anche del mondo politico. Già la politica. . . che non ha potuto fare a meno di intervenire su un progetto che porterebbe finalmente i treni veloci a viaggiare fino allo stretto di Messina. Il piano anticipato già alcuni mesi fa, dall’ex ministra  delle Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, porterebbe inevitabilmente benefici alle tre regioni interessate: Campania, Basilicata e Calabria. Proprio dalla Calabria arriva l’appoggio a favore del passaggio del nuovo tracciato ferroviario nel Vallo di Diano  a discapito del Cilento, territorio già comunque servito dalla rete ferroviaria sulla quale passano quotidianamente InterCity, Regionali ed anche Frecce, che effettuano fermate anche in diverse stazione della zona.

Nuovo tracciato AV, l’associazione ferrovie in Calabria: “Vallo di Diano unica soluzione plausibile”

A fornire tale opinione anticipata sul portale del sito “ferrovieincalabria“, l’omonima associazione che nelle prossime ore pubblicherà anche un approfondimento su tale tematica. « Infatti- si legge nella nota a cura dei membri dell’associazione calabrese: «Alla luce delle recenti dichiarazioni di alcuni esponenti politici del Cilento, non possiamo non esimerci per esprimere anche il nostro parere». Di seguito riportata la nota integrale dell’associazione della Calabria che si schiera apertamente a favore del percorso così come previsto da Rfi. «La realizzazione di una nuova rete dell’AV attraverso il Cilento comporterebbe un esborso maggiore di risorse economiche».
«Realizzare il nuovo tracciato AV/AC tra Salerno e Praja attraverso il Vallo di Diano, come illustrato da Rete Ferroviaria Italiana alcune settimane fa attraverso apposite schede, è effettivamente l’unica opzione perseguibile. E’ l’unica opzione utile, razionale, economica: sfruttare il tratto iniziale della linea Battipaglia – Metaponto per poi proseguire lungo la A2 ed in un territorio in cui già esiste una linea ferroviaria, seppur sospesa all’esercizio, ovvero la Sicignano degli Alburni – Lagonegro. Da Lagonegro, la nuova linea ferroviaria si andrebbe a ricongiungere all’attuale Ferrovia Tirrenica Meridionale a Praja-Ajeta-Tortora.
Attraverso il Vallo di Diano il nuovo tracciato seguirebbe un andamento plano-altimetrico effettivamente coerente con le caratteristiche di una linea AV/AC, ed anche i costi sarebbero di gran lunga contenuti, rispetto alla riproposizione dell’attuale tracciato tra Salerno e Praja via Sapri. Realisticamente, che senso avrebbe spendere centinaia di milioni di euro in più, per far percorrere il Cilento alla nuova linea AV, ed al più si potrebbe realizzare una sola fermata a servizio di questo territorio? Oppure gli esponenti politici cilentani che in queste ultime ore “battono i pugni sui tavoli”, pensano che una nuova linea AV su questo territorio sarebbe caratterizzata dalla presenza di una fermata ogni 10 chilometri?»- si chiedono gli esponenti dell’Associazione che ha portato in auge un argomento che è stato trattato soltanto meno di due settimane a sud di Salerno.

“Si guardi al futuro e non ai campanilismi”

«Si guardi al futuro, e non agli assurdi campanilismi, si guardi alla sostenibilità economica (il passaggio attraverso il Vallo di Diano, in proporzione, rischia di essere persino meno costoso della variante Sapri – Ogliastro) e si guardi soprattutto all’equità territoriale»- tuonano dall’associazione della Calabria che si occupa già da tempo di tematiche legate alla viabilità nell’estremo sud.
«Questa è l’unica occasione per realizzare un percorso immaginato già molti decenni orsono, ovvero un tracciato complementare alla Ferrovia Tirrenica Meridionale, che effettivamente prevedeva la prosecuzione fino a Praja della linea Sicignano – Lagonegro che, grazie alla realizzazione della nuova linea AV/AC, godrebbe di una nuova giovinezza.
«Stiano sereni gli amici cilentani: il tracciato storico della Ferrovia Tirrenica Meridionale, passante da Sapri, non subirebbe alcun ridimensionamento, visto e considerato che servizi InterCity, Regionali ed anche Frecce, continuerebbero a percorrerlo effettuando peraltro tutte le fermate presenti sul territorio! Cosa che, ovviamente, una nuova linea AV, non avrebbe. Attenzione quindi a ciò che potrebbe rappresentare un nuovo tracciato AV/AC nel Cilento: zero benefici al territorio per mancanza di stazioni, costi enormemente lievitati, devastazione ambientale in un territorio tutt’altro che pianeggiante. Poniamo per ultimo il problema per la Calabria, tutt’altro che secondario: una linea AV/AC lungo il Cilento vorrebbe dire incrementare il numero di km e quindi i tempi di percorrenza. Ha senso tutto ciò?»

I docenti di 6 università calabresi e siciliane lanciano proposte per lo sviluppo. La ricetta: alta velocità, rete stradale evoluta e porti competitivi

Sempre dalla Calabria arriva uno studio contenuto in un documento stilato da otto docenti di trasporti e costruzioni di strade, ferrovie ed aeroporti di sei Atenei calabresi e siciliani con l’obiettivo di offrire un contributo concreto alla stesura del Recovery Plan alla cui “riscrittura” di dettaglio – come ha annunciato dal neo premier Mario Draghi – saranno impegnati nelle prossime settimane i tecnici del nuovo esecutivo che ha appena ottenuto la fiducia dal Parlamento. Una parte di questo documento è stato pubblicato nei giorni scorsi sul corrieredellacalabria.it che affronta la questione in maniera dettagliata. Vi riportiamo un estratto dell’articolo in cui si menziona anche il cosiddetto asse mediano del Vallo di Diano in ottica futura.

«Realizzare una linea di alta velocità “vera” che consenta ad esempio di collegare Villa San Giovanni a Roma in circa 3 ore. Ed ancora adeguare un moderno sistema di collegamento su una rete stradale che preveda tra l’altro la nuova cognizione della smart road – la viabilità “intelligente” – nel completamento dell’A2». Come anche un sistema portuale nazionale che valorizzi i grandi scali commerciali di Gioia Tauro e Augusta attraverso il potenziamento di infrastrutture fisiche e pienamente operativo con un unico Port Community System».

Alta velocità reale e l’asse mediano a sud di Salerno con un nuovo tracciato

Sul fronte della progettualità legata all’alta velocità, i docenti, sottolineano che si tratta di una sorta di compromesso visto che «non garantisce adeguate prestazioni sui collegamenti a lunga distanza, che richiedono una “reale” alta velocità». Secondo lo studio realizzato. i progetti programmati comporterebbero l’elevazione della velocità ad appena 200 km/ora sulla linea tirrenica.

«Questo si tradurrebbe in una riduzione marginale dei tempi di percorrenza della tratta Villa San Giovanni-Roma di appena 20 minuti in meno rispetto al valore del febbraio 2017 che era di 4 ore e 31 minuti. A fronte di «costi di costruzione quasi comparabili con quelli di una nuova linea. Da qui i professori dei sei atenei rilanciano chiedendo la realizzazione di un nuovo collegamento ad alta velocità tra Salerno e l’estremo Sud. La velocità di progetto, se si intende estendere i benefici dell’alta velocità fino alla Sicilia, dovrà essere elevata, tra 300 e 350 km/ora; ciò consentirebbe di portare il tempo di percorrenza da Villa a Roma a circa  3 ore, ed aprirebbe prospettive interessanti per i collegamenti con la Sicilia».

«Un collegamento che potrebbe essere effettuato a costi minori rispetto al semplice adeguamento della linea esistente e a tappe diverse. Una prima, seguendo il tracciato invariato nel tratto Salerno-Battipaglia e Lamezia-Villa San Giovanni contemplando una stazione interna all’aeroporto lametino e potenziando – in funzione merci – quello interno al porto di Gioia Tauro quest’ultima utilizzando le linee storiche della tratta tirrenica. Le altre fasi dovrebbero invece interessare i tracciati da ripensare completamente.

Si tratta di valutare con attenzione «l’ipotesi di un tracciato mediano, lungo il Vallo di Diano e la Valle del Crati» questo nella logica di rendere più funzionale i collegamenti dalla Calabria e dalla Sicilia con il litorale ionico-adriatico, verso Taranto e Bari ma al contempo di riconnettere la Calabria al suo interno, toccando Reggio-Villa, Gioia Porto, Lamezia aeroporto-Catanzaro, Cosenza, la Piana di Sibari ed il Pollino.  Dunque il team di docenti, rivendicano un’alta velocità da almeno 300 km orari fin da subito in tratte significative utilizzando le risorse del Recovery in tema di Infrastrutture».


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