Alta Velocità, assalto al treno. Geppino D’Amico: “ Vallo di Diano tra Laocoonte e il Marchese del Grillo”

E’ trascorsa un’altra settimana densa di mobilitazioni nel nome dell’Alta Velocità. Il progetto di RFI che dovrebbe attraversare il Vallo di Diano ha scatenato reazioni a catena, di varia natura: ognuno vuole dire la sua, come ci racconta il giornalista e storico Geppino D’Amico.

TESTO DI GEPPINO D’AMICO

“È difficile districarsi tra le tante considerazioni che provengono in merito al progetto dell’Alta Velocità presentato da RFI che, è noto, prevede il passaggio per il Vallo di Diano. Naturalmente, tutti sono legittimati ad esprimere il proprio parere. Il fatto è che i pareri sono molto discordanti tra loro.

Per quanto riguarda il Vallo di Diano sono tutti d’accordo anche se c’è un piccolo “ma” scarrupativo: tutti d’accordo “ma” a condizione che nel Vallo ci sia una fermata dei treni superveloci in modo da togliere dall’isolamento un territorio che inopinatamente è stato scippato del treno nel 1987 con la scusa di dover effettuare i lavori di elettrificazione sulla Battipaglia-Potenza-Taranto.

Nel Cilento, invece, si grida allo scippo e si parla di mortificazione del territorio come se ancora una volta si dovrebbe mortificare il Vallo di Diano a cui si chiede l’ennesima rinuncia; addirittura qualcuno chiede collaborazione per spostare nel Cilento la nuova linea dell’alta velocità. Un atteggiamento che ricorda il Marchese del Grillo: “Mi dispiace ma io so’ io, e voi non siete un …”.

Ultima a comparir nella vicenda è la Provincia, un ente prima soppresso poi tirato per i capelli ma con enormi limitazioni rispetto a prima: è di ieri la notizia della sottoscrizione di un documento da parte di un gruppo di consiglieri per chiedere al presidente Strianese di portare in consiglio la revisione del progetto di RFI per far sì che l’Alta Velocità passi per il Cilento. In pratica, il Vallo di Diano dovrà combattere da solo contro la Provincia e la delegazione parlamentare del Salernitano, Leghisti, Grillini, ForzItalioti, Fratelli d’Italia e PD.

Al fianco del Vallo di Diano ci sono, però, la Calabria e la Basilicata che insistono perché il progetto non venga modificato. Tra coloro i quali si sono espressi favorevolmente al mantenimento del progetto di RFI c’è il senatore di Lauria, Gianni Pittella. Dopo i primi commenti positivi qualcuno, però, si è ricordato della famosa lettera di Pittella al Presidente della Repubblica, il “Caro Giorgio”, contribuendo alla soppressione del Tribunale di Sala Consilina. Da qui al dubbio il passo è breve: non è che per l’Alta Velocità Pittella, che pure è stato eletto in provincia di Salerno, chiederà a RFI di realizzare una stazione nel Lagonegrese beffando il Vallo di Diano?

Parafrasando il Laocoonte dell’Eneide che invitava i Troiani a non accettare il dono del cavallo (“Timeo Danaos ac dona ferentes”) c’è chi ha scritto “Timeo Pittellas ac dona ferentes” (“Temo i Pittella anche quando portano doni”)”.

GEPPINO D’AMICO

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Una risposta

  1. fusco antonio ha detto:

    ……di negativo oltre alla solita guerra tra poveri ed alla stolta rincorsa a chi arriva primo e riesce a comprare più parlamentari a supporto , arriva anche la ricomparsa dei pittella. Un dinastia questa che dall’ospedale san carlo di potenza, gestito come un feudo, al maneggio in ogni attività economica territoriale , al clientelismo sfrenato e distributore di carità pelosa, che ha praticamente feudalizzato il vallo di diano, parte del cilento e della basilicata. Lo stile è quello democristiano infarcito di infiltrazioni e connotazioni fescioleghiste. Ed è quanto dire. I popoli di queste terre continuano a dormire il sonno della ragione che si sta trasformando in coma profondo e che ha ridotto questo territorio a vere e proprie “riserve indiane”: Bravi.

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