Covid. Strage di anziani in casa di riposo di Marsicovetere. Due arresti. La Procura : “Violata ogni misura anticovid”

Ancora una volta la Procura di Potenza, guidata dal valdianese, procuratore Francesco Curcio coordina un’indagine di rilievo nazionale. Si tratta dell’indagine denominata “Casa Covid” i cui accertamenti sono stati condotti dai Nas di Potenza insieme alla Compagnia Carabinieri di Viggiano. Al termine dell’operazione due persone, un uomo residente a Viggiano ed una donna, nata a Polla ma residente a Marsicovetere sono finiti in manette. I due sono i gestori della struttura di accoglienza per anziani denominata “Casa Alloggio Ramagnano Nicola” di Marsicovetere. Le indagini sono partite dopo il decesso di un’ospite della struttura, avvenuto nel settembre del 2020, risultata poi, positiva al Covid-19. Alla morte della signora ne erano seguiti ben 21 sempre per Coronavirus, sia di 17 ospiti della struttura di Marsicovetere che di 5 ospiti di una struttura di Brienza -denominata San Giuseppe gestita dalle Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore – presso la quale, spiega una nota della Procura “era stata trasferita abusivamente un’ospite della struttura in cui si era sviluppato l’originario focolaio epidemico”. A seguito di questo evento la Procura potentina ha disposto accertamenti da parte dei Nas di Potenza e della Compagnia Carabinieri di Viggiano riguardanti la gestione della “Casa Alloggio per Anziani Ramagnano Nicola”, i cui esiti hanno evidenziato un vasto focolaio da COVID-19 che coinvolgeva quasi tutti gli ospiti e operatori della casa. Le indagini, condotte con l’ausilio anche di accertamenti tecnici (intercettazioni telefoniche),  osservazione controllo e pedinamento, ispezioni dei luoghi, acquisizione di documentazione sanitaria, escussione di parenti degli anziani ospiti e dei dipendenti della struttura di accoglienza e, non ultimo, dettagliate consulenze tecniche, hanno permesso di formulare da parte della Procura gravi indizi di reato a carico dei due gestori accusati di ben 22 omicidi colposi, epidemia colposa e circonvenzione d’incapaci.

Infatti, spiega la Procura di Potenza, “le investigazioni hanno dato modo di appurare a livello di gravità indiziaria, un quadro di assoluta inadeguatezza della struttura, che per ragioni economiche e di profitto, per un verso, ospitava un numero almeno doppio di persone “fragili” e, per altro verso, risparmiava su tutte le più elementari procedure anti-covid. In particolare dalle investigazioni risultava che:   nella struttura, autorizzata per ospitare 22 anziani, in realtà ne venivano  fisicamente individuati, a seguito di sopralluogo 49, tra cui anziani non autosufficienti, “depositati” in ogni angolo della casa compresa la sala mortuaria,  le operazioni di complessivo conteggio degli ospiti della struttura (compresi quelli non autosufficienti) nel corso del tempo risultavano di difficile realizzazione stante la sistematica falsificazione della documentazione di registrazione in entrata e uscita, non era stata messa in atto nessuna delle procedure anti-contagio per l’emergenza sanitaria in corso,  non era stata rispettata alcuna disposizione (sia nazionale che regionale) anti COVID-19, vi era una mancanza totale di DPI, per cui i dipendenti erano obbligati a proteggersi a spese proprie,  in presenza di epidemia accertata all’interno della struttura, un’anziana ospite non è stata sottoposta a tampone e trasferita in un’altra casa di riposo per anziani a  Brienza “San Giuseppe” , dove poi si è diffuso un  altro focolaio di coronavirus”. Inoltre la nota della Procura spiega che nonostante il sequestro della struttura di Marsicovetere i due indagati hanno attivato “abusivamente” altre due strutture di accoglienza,  individuate e sottoposte a chiusura. Uno dei due indagati, approfittando, inoltre, dello stato di infermità, ha indotto un anziano  a produrre degli atti che mettevano a disposizione il suo patrimonio in favore di uno dei due gestori della struttura. I reati contestati sono quindi:  cooperazione in epidemia colposa (artt.113, 438 e 452 C.P.);   cooperazione in 22 casi di omicidio colposo, (artt .81 cpv, 113, 589 1°-2° e ultimo comma); circonvenzione d’incapaci.

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