Recovery Plan, Conte (Leu): “Il Mezzogiorno asse strategico per lo sviluppo nazionale”

Federico Conte (Leu) è intervenuto nel corso di un webinar sul Mezzogiorno e sulle strategie da mettere in campo con il “Recovery Plan”. Il deputato salernitano pone l’accento anche sulle aree protette della Campania, definendole strategiche anche per quanto riguarda la definizione dei progetti legati al Ministero della Transizione Ecologica. Inoltre Conte parla anche delle prossime amministrative di Napoli e Salerno. «Il Mezzogiorno, per la sua collocazione geografica e le sue caratteristiche ambientali, rappresenta un nodo centrale della transizione ecologica, che va pratica in modo trasversale, nella consapevolezza, come recentemente ha rilevato la Svimez, che lo “Sviluppo sostenibile del sistema Italia è possibile solo sostenendo in modo sinergico il motore del Nord con quello del Mezzogiorno, in un’ottica mediterranea”. Il Mezzogiorno è quindi anche e soprattutto una risorsa, un asse strategico».

Conte, “Le aree protette del Mezzogiorno rappresentano il futuro per lo sviluppo”

«Il Mezzogiorno come sfondo strategico va declinato nei progetti europei e nazionali ma va messo anche al centro del dibattito in vista delle prossime elezioni amministrative. N asca un laboratorio politico rosso-verde dove Pd, 5Stelle, Leu e Verdi europei, la formazione a cui ha aderito il sindaco di Milano, Sala, assorbano il civismo attivo e ne facciano proposta per le città: è il modo migliore per concorrere anche al rilancio nazionale di un progetto politico dei partiti riformisti.Questa prospettiva deve vedere protagonista la Campania che è situata strategicamente a cavallo di due driver storici naturali: la dorsale appenninica, nella quale insistono due parchi nazionali, quello del Vesuvio e quello del Vallo di Diano-Cilento – Alburni, e nove parchi regionali; e il mare nostrum, il grande bacino in cui è nata storicamente e culturalmente l’Europa. I Parchi Naturali e le aree protette, che uniscono il mare ai monti, coprono gran parte della superficie regionale che va messa al centro di una programmazione visionaria ovvero di un piano di futuro, fatto di progetti mirati per valorizzare i giacimenti culturali e ambientali e impedire lo spopolamento».

Laboratorio rosso-verde per le amministrative di Napoli e Salerno

«A questi fini diventa determinante il ruolo di Napoli, una delle poche città al mondo che è stata anche Regno, alla quale va estesa e applicata la legge per Roma Capitale (n.396/90). E’ questo il campo in cui far maturare l’opzione rosso–verde, che deve essere innanzitutto politica, non una mera alleanza elettorale, tra Pd, 5Stelle, Leu e Verdi europei, a cui ha di recente aderito il sindaco di Milano, Sala. Non va sottaciuto che a livello nazionale c’è un vuoto tematico che si riflette nelle politiche locali, dove tutto o quasi tutto si riduce a una brutale ricerca del potere, senza un disegno di futuro e di cambiamento. Facciamo tesoro di queste analisi, nel prossimo autunno si vota in molti comuni della Campania, tra i quali spiccano proprio Napoli e Salerno, facciamone l’occasione per sperimentare un laboratorio politico, che sia assorbente del civismo attivo e si faccia proposta: è il modo migliore per concorrere anche al chiarimento in atto a livello nazionale tra i partiti riformisti».

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