Petina, Polla e Sant’Arsenio si “svincolano” dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

I comuni di Petina, Polla e Sant’Arsenio propongono la modifica del piano del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. I tre centri, che rientrano nelle cosidette aree contigue, chiedono sostanzialmente di svincolarsi dalla zona protetta. Una decisione utile a sbloccare il settore silvo-agro-pastorale che rappresenta una base fondamentale per l’economia del territorio.

Parco Nazionale: ecco l’istanza di Petina, Polla e Sant’Arsenio

Tutti e tre i paesi rientrano nei confini del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: ciò significa che i rispettivi territori fanno parte di una zona di riserva integrale protetta. Il vincolo attuale non prevede l’esecuzione di nessun intervento, compreso i tagli boschivi e altre attività. Pertanto il consiglio comunale di Polla, su proposta del consigliere delegato al settore agricoltura e foreste, Luisa Trafuoci, ha ritenuto opportuno procedere all’approvazione di un documento che sostanzialmente chiede la revisione dei confini dell’area protetta.

Modifica del piano del Parco approvata dal Consiglio comunale di Polla, soddisfatti Loviso e Trafuoci

«Dopo 10 anni di forte disagio da parte della nostra popolazione, l’Amministrazione Comunale di Polla, in sinergia con i Comuni di Petina e Sant’Arsenio intranprende questa azione. A tal fine siamo stati affiancati da validi tecnici del territorio, non solo in riferimento ai boschi di proprietà comunale ma anche e soprattutto a quelli privati. Questo è stato reso possibile dalla sensibilità mostrata da parte dell’intera assise cittadina e del sindaco Loviso. Siamo fiduciosi di intraprendere un percorso che porterà notevoli vantaggi ai nostri comuni delle aree interne»- conclude Trafuoci.

«Dopo aver coinvolto le amministrazioni comunali di Sant’Arsenio e Petina- aggiunge Loviso- insieme abbiamo redatto una nuova ed unica relazione tecnica al fine di modificare il Piano e rivedere i notevoli vincoli in un’area boscata molto estesa, ove fino ad oggi era totalmente vietata ogni attività, compreso la raccolta dei prodotti del sottobosco. Al contrario con la richiesta odierna fatta dai 3 Comuni si chiede lo svincolo di queste aree, assentendo varie attività pubbliche e private, sempre nel rispetto della natura e dell’ambiente. il non consentire nulla, nemmeno la pulizia del sottobosco, non sempre è rispettoso della natura. Sono fiducioso che quanto richiesto possa essere accolto e dare il via libera anche alle tante aziende boschive della zona e ai privati proprietari di boschi, di programmare le attività lavorative più opportune sempre con l’autorizzazione dello stesso Parco».


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2 risposte

  1. Davide ha detto:

    Ma la popolazione non dovrebbe essere interpellata prima di prendere una simile decisione?

  2. Davide ha detto:

    Che vergogna!

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