La “colonizzazione” camorristica del Vallo di Diano: le lotte tra i clan e il giro di affari milionario

Killer da assoldare per uccidere il rivale criminale, una “guerra” da disinnescare, i soldi dei casalesi da reinvestire, il famigerato clan di Casal di Principe che “colonizza” – usando le parole del procuratore di Potenza Francesco Curcio – il Vallo di Diano grazie alla presenza a San Pietro al Tanagro dello storico sodale (e parente), Francesco Diana. E ancora: un rolex da 38mila euro acquistato come regalo, acquisto di immobili in tutta Italia, intercettazioni che fanno accapponare la pelle, un carabiniere e due finanzieri ritenuti infedeli.

Sono questi gli aspetti fondamentali dell’inchiesta “Febbre dell’oro nero” che vede protagonista il capo della famiglia Diana che dopo il 2010 si trasferisce nel Vallo di Diano, a San Pietro al Tanagro, dopo che si collega con l’azienda Petrullo che si occupa di trasporto di idrocarburi con sede a San Rufo e guidata da Massimo Petrullo di Polla. Secondo l’inchiesta nel 2015, l’azienda valdianese è in difficoltà,  poi con i nuovi soci occulti, i Diana e grazie ai soldi dei casalesi cresce in maniera vertiginosa. Soldi che arrivano da Casal di Principe, e il “gioco” del gasolio agricolo con truffa e frode allo Stato danno vigore alle casse aziendali.

Il sodalizio Diana-Petrullo si fa forte ma i rapporti – soprattutto per questioni economiche – non sempre sono idilliaci. Nell’affare idrocarburi entra anche il clan tarantino dei Cicala. Gli ultimi anni sono vissuti tra precari equilibri amicali e finanziari tra questi tre soggetti. Dalle intercettazioni emerge che ci sono liti, c’è l’idea di assoldare un killer – ora latitante – per uccidere Diana, i Cicala che manifestano malumori. Un film, lo definisce così il procuratore Curcio.

In questa vicenda sono numerose le persone coinvolte, chi mette in contatto i vari sodalizi, chi assicura di poter dare delle soffiate alle indagini (in carcere un carabiniere  e sospesi due finanzieri leccesi), chi acquista per nome e per conto di altri. Spuntano immobili, regali importanti e ammanchi nelle casse.

Il tutto accade nel Vallo di Diano, altro che isola felice, un territorio che la Camorra vuole colonizzare.

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