Il Tribunale russo ribadisce: “La piccola Sofia deve tornare a Teggiano”. In aula anche il console italiano

Per l’ennesima volta la Giustizia russa dà ragione a Luigi di Salvio, il padre di Teggiano, che da tre anni chiede che la figlia Sofia possa tornare in Italia. Venerdì pomeriggio si è discusso l’ennesimo ricorso, il quarto grado di giudizio, presentato dai legali della donna, una russa, per confutare e sospendere la decisione della Magistratura russa che da oltre un anno ha deciso per il rimpatrio della piccola Sofia (ha 5 anni e non vede il padre da due) perché la mamma è stata accusata di sottrazione di minore all’estero. Il ricorso voleva far sospendere la sentenza e anche entrare nel merito della stessa ma il Tribunale russo ha respinto i ricorsi e confermato quanto deciso. Importante novità in questa udienza la presenza in aula del console generale italiano in Russia, Francesco Forte, per tutelare gli interessi dei due cittadini. Una battaglia che papà Luigi sta portando avanti da tempo supportato dall’avvocato Enrico d’Amato, del foro di Lagonegro e originario di Sant’Arsenio, un vero e proprio esperto nazionale nel settore della sottrazione minore all’estero. Per il processo russo si è avvalso del collega Gribkov che è presente a ogni udienza che riguarda la piccola Sofia.

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