Polla ricorda padre Tommaso: ecco chi era il frate deceduto venerdì. Fra Mimmo commosso: “Era buono e generoso”

Fra Mimmo Marcigliano è cresciuto come uomo e come frate con padre Tommaso Sabbatella, il frate di Polla scomparso venerdì scorso. Ci aiuta nel ricordo di una persona che ha lasciato il segno nella comunità religiosa del Vallo di Diano e no solo. Padre Tommaso è stato ammesso al collegio serafico a Baronissi il 22 ottobre 1957; al convento San Francesco in Tramonti, il 17 settembre 1963, veste il saio francescano per cominciare il noviziato assumendo il nome di frate Norberto ed il 19 settembre 1964 emette la professione temporanea.

Compie gli studi di filosofia a Serino (1964-‘68) e quelli di teologia a Nocera S. Maria degli Angeli (1968-‘72); a Nocera emette la professione solenne il 26 ottobre 1969 riprendendo il nome di battesimo: Tommaso. Frate Tommaso resta a Nocera S. Maria degli Angeli per completare gli studi di teologia insieme al suo compagno di classe, frate Damiano Lanzone. Con questi ultimi due studenti si chiude anche il seminario teologico all’interno della nostra Provincia religiosa. Padre Tommaso è ordinato sacerdote il 25 marzo 1972 a Nocera S. Maria degli Angeli, dove, fatta eccezione di un breve periodo nel 1980, vi rimane fino al 1986 ricoprendo vari incarichi, tra cui l’ufficio di parroco dal 1983 al 1986.

Trasferito a Polla nell’agosto del 1986 è guardiano del Convento Sant’Antonio e parroco della parrocchia Cristo Re, uffici che ricopre per diversi mandati fino al suo ultimo trasferimento il 22 luglio 2016 al convento S. Francesco in Serino.

Nei circa 30 anni di permanenza nel Vallo di Diano, padre Tommaso è passato dal servizio alla parrocchia ed ai conventi di Polla, Padula e Moliterno alla cappellania dell’ospedale di Polla e alla collaborazione con la Fraternità di eremo che per alcuni anni si era insediata in S. Angelo le Fratte con i confratelli P. Terenzio Soldovieri, P. Damiano Lanzone e Fr. Pacifico Angrisani. È stato eletto più volte al Capitolo provinciale come rappresentante dei Guardiani e, per un breve periodo, ha fatto parte del Definitorio provinciale subentrando al defunto P. Carmelo Corvo nel 1997. Nel 2012 è nominato Rettore del Santuario diocesano di S. Antonio nel convento di Polla.

Dal luglio 2018 ha ricoperto l’ufficio di guardiano del convento S. Francesco in Serino sempre disponibile a servizio della fraternità, delle sorelle Clarisse, delle suore del Cuore Immacolato di Maria in S. Lucia di Serino, del Santuario dell’Incoronata e del convento di Torchiati in Montoro, senza mai negare un aiuto anche ai sacerdoti e alle comunità parrocchiali della valle di Serino e oltre.

“Tommaso – ricorda frate Mimmo – era un frate semplice ma buono e generoso, nascondeva dietro una ruvida apparenza il suo carattere timido ed emotivo. Una sua dote naturale era la voce da tenore per la quale spesso veniva richiesto in celebrazioni particolari. Spirito prevalentemente pratico ed instancabilmente servizievole, manifestava la sua dedizione ai fratelli e a quanti ricorrevano a lui tutta la sua sensibilità e delicatezza d’animo, con una generosità tale da non temere incomprensioni e delusioni. Sapeva coltivare buone relazioni con tutti, incapace di dire di no a richieste di aiuto da qualunque parte venissero”

Domenica 18 aprile u.s., mentre si accingeva a spezzare la Parola di Dio durante la celebrazione eucaristica si è sentito male e soccorso d’urgenza, all’ospedale “Moscati” di Avellino gli è stato diagnosticato il Covid-19. “Senza la vicinanza di persone care che lo potessero confortare, in soli dieci giorni, ha incontrato sorella morte, che gli ha spalancato le porte verso la luce del volto misericordioso del Padre”

Nella immaginetta in ricordo del suo 25° anniversario di sacerdozio così scriveva: “Sono grato a Dio, a S. Francesco e alla sua Fraternità. Ai miei, a mamma e papà, chiedo di ripetere ancora una volta il loro gesto benedicente. Aspiro ad essere degno della preziosa compagnia degli amici. A chiunque mi ha conosciuto confermo il mio affetto sincero”.

“Il Signore lo ricompensi per tutto ciò che ha realizzato rispondendo al dono della sua vocazione francescana. S. Francesco, S. Antonio e tutti i Santi Francescani insieme alla Vergine Immacolata lo introducano nella liturgia del cielo per cantare in eterno la lode e la gloria di Dio insieme agli Angeli”.

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