La guerra di Piero e la guerra di Massimo, Geppino D’Amico: “Ma Polla per i rifiuti ha già dato”

la guerra di piero de luca

Gioco delle parti o reale contesa? Piero e Vincenzo De Luca sembrano aver imparato la lezione della Lega e negli ultimi tempi le loro dichiarazioni appaiono contrastanti, con posizioni che vogliono soddisfare sia la maggioranza di governo che chi invece la contesta. Ma se questa “guerra” tra padre e figlio potrebbe essere un gioco delle parti studiato a tavolino, è sicuramente reale invece la “guerra” del sindaco Massimo Loviso per contrastare ulteriori impegni in tema smaltimento di rifiuti per il Comune di Polla.

TESTO DI GEPPINO D’AMICO

Da quando è stato nominato vice capogruppo del PD a Montecitorio Piero De Luca è iperattivo, impegnato in una battaglia, dialettica ovviamente, con avversari ed alleati, muovendosi in qualche caso senza alcun timore reverenziale anche nei confronti del potente genitore. Ad aprile ha attaccato il ministro per il Mezzogiorno, Mara Carfagna, sui fondi del Piano Nazionale Risorse e Resilienze, da lui ritenuti insufficienti; poi ha difeso il piano definendolo, grazie al PD, “un’occasione storica” per i giovani del Sud. Di diversa opinione l’illustre genitore di Piero, il Governatore Vincenzo, che attacca il governo nordista (così lo ha definito). Inutile dire che le divergenze di casa De Luca hanno creato incredulità e sconcerto: fanno sul serio o è una tattica calcolata? Quando Piero parla del padre lo indica non per cognome ma come Governatore; Vincenzo, invece, da quando il figlio è vice capogruppo PD alla Camera non attacca più il partito ma il Governo per i vaccini non ricevuti eper l’inadeguatezza dei fondi per il Sud. Quindi, stiamo assistendo al gioco delle tre carte come si faceva una volta a Napoli con grande maestria davanti alla stazione ferroviaria? Non ci resta che attendere. A Napoli, si sa, “I figli so’ piezzi ‘e core!”. Nel salernitano, invece, “padri e figli parenti alla lontana”, in vernacolo “padri e figli = parienti a luongo”.

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Lasciamo le Deeluchiadi” (avremo altre occasioni di parlarne) per occuparci della guerra del compostaggio, una delicata vicenda che vede impegnato Massimo Loviso. Questi i fatti: l’Eda, Ente d’ambito dei rifiuti, a leggere un articolo apparso sulla Città di Salerno, avrebbe in programma di trasformare in fertilizzante i sacchetti ricolmi di organico e vorrebbe farlo a Polla, nella zona industriale in località Sant’Antuono, trasformando il vecchio stabilimento della ex Ergon in un sito di compostaggio. Il sindaco Loviso, che era all’oscuro delle intenzioni dell’EDA, respinge con fermezza la proposta di riutilizzo dell’impianto, al punto da rifiutare l’incontro con l’EDA, sostenendo che “l’amministrazione comunale di Polla si opporrà con ogni forma e atto possibile”. Come dire? Polla ha già dato e sta ancora pagando un duro tributo per la discarica di Costa Cucchiara, utilizzata in barba alle effettive capacità ricettive.

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La terza contesa di cui oggi vogliamo occuparci riguarda i vaccini anti Covid-19, croce e delizia di quest’ultimo periodo. Prima le proteste perché si vaccinava poco, poi le lamentele per via dei furbetti che saltano la fila; quindi, i disagi creati dagli assembramenti con centinaia di anziani ammassati fuori dagli hub. Una protesta quantomeno singolare viene da Matera dove la ASL ha deciso di procedere alla inoculazione del vaccino Astrazeneca anche in orario notturno. L’iniziativa è già stata definita “notte bianca” del vaccino, in programma dalle 22 di stasera fino alle 6 di domani. Alla “Astranight”, come l’ha ribattezzata la stessa Asl, saranno ammesse le persone tra i 60 e i 79 anni ma anche persone affette da particolari patologie. Il presidente della Regione, Vito Bardi, esulta per l’iniziativa mentre il sindacato insorge. Per la Uil Pensionati “non si sono tenute in considerazione le difficoltà che hanno gli anziani a muoversi di giorno, figurarsi di notte. Si cerca a tutti i costi lo spot più “acchiappalike”. Che dire? Siamo partiti dai Ghostbusters (gli acchiappafantasmi) del film di Ivan Reitman del 1984; siamo approdati all’acchiappalike della ASL di Matera. E’ solo colpa dei social?

GEPPINO D’AMICO

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