Rifiuti smaltiti illegalmente in Puglia: un carico dall’isola ecologica di Sala Consilina all’insaputa dell’amministrazione

Ha fatto scalpore l’inchiesta di due giorni fa sullo smaltimento illecito di rifiuti tra Puglia, Campania e Nord Italia con tredici persone arrestate e tra loro anche un 42enne di San Pietro al Tanagro. Emergono nuovi particolari sul suo ruolo e sui rifiuti smaltiti in modo – si presume – illegale. Infatti gli investigatori della Dda di Lecce, che hanno portato avanti l’indagine hanno scoperto che 27 tonnellate di rifiuti provenienti dall’isola ecologica di Sala Consilina stavano per essere smaltite illecitamente in Puglia. Il 42enne, infatti, direttore tecnico della Esa Srl, ora in liquidazione, che gestiva l’isola ecologica del comune di Sala Consilina è stato intercettato mentre preparava l’affare. I fatti risalgono ad agosto 2019 quando il valdianese, ora ai domiciliari, come provato dalle intercettazioni telefoniche effettuate aveva preso contatti per organizzare il prelevamento delle 27 tonnellate di rifiuti da trasportare a Taranto. Il tutto ovviamente a insaputa dell’amministrazione comunale di Sala Consilina. Il 30 agosto i rifiuti vengono prelevati dall’isola ecologica e il camion con in carico una volta arrivato a Taranto viene indirizzato in un deposito abbandonato. Insieme al veicolo però arriva la Guardia di Finanza che sequestra il camion con il carico e i 600 euro in contanti consegnati all’autista. Dalle verifiche effettuate è poi emerso che il capannone era di proprietà di una società fallita e che non era mai stato concesso in uso.

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