Operazione Frontiera: confermate in appello le condanne per i tre valdianesi

Condanne confermate per i tre valdianesi coinvolti nell’inchiesta Frontiera. Si tratta dell’operazione che ha evidenziato l’infiltrazione della ‘Ndrangheta nel Vallo di Diano. La seconda sezione penale della Corte di Appello di Catanzaro ha confermato le condanne inflitte nel 2019 dal Tribunale di Paola. Vito Gallo, 62enne di Sala Consilina, tra tutti gli imputati è stato quello che ha avuto la condanna più pesante, 26 anni ed 8 mesi di reclusione. Cono Gallo, 38 anni, figlio di Vito invece è stato condannato a 10 anni di carcere. E’ stata infine confermata la condanna a 6 anni ed 8 mesi per il 38enne Enzo Casale. Per lui il pm aveva chiesto 13 anni di carcere. Un altro valdianese coinvolto era stato già assolto in primo grado e su questa decisione non è stato presentato appello. Gli arresti erano stati compiuti nel mese di luglio del 2016 al termine di una articolata indagine condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia contro il clan della ndrangheta Muto. Dalle indagini era emerso il tentativo di radicarsi nel Vallo di Diano attraverso lo spaccio di droga e l’attività estorsiva ai danni di attività commerciali. In un caso era stato fatto anche esplodere un ordigno nei pressi di un centro commerciale di Sant’Arsenio. Pena aumentata per Franco Muto, ritenuto il boss dell’omonimo clan di ‘ndrangheta di Cetraro, è stato condannato a 20 anni di carcere per il reato di associazione mafiosa nell’ambito del processo penale scaturito dall’operazione Frontiera. La sua pena è stata aumentata rispetto al primo grado.

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