Rifiuti da Polla in Tunisia. Gli europarlamentari a De Luca: “Riporti i container in Italia”

Da circa un anno 212 container con del rifiuto urbano sono sotto sequestro nel porto di Sousse, in Tunisia. Partite da Polla, attraverso il porto di Salerno e giunte in Africa. Nel frattempo sono state arrestate 12 persone maghrebine, indagate altrettante persone sempre in Tunisia ed è stato aperto un fascicolo anche nelle Procure di Potenza e Salerno. Si tratta della oramai nota faccenda dei rifiuti in Tunisia, con il Ministero tunisino che ha accusato la Regione Campania di non aver rispettato l’iter previsto, la Regione che ha ribaltato le accuse alla Sra, l’azienda con sede a Polla che ha stoccato i rifiuti e “preso in carico” il contratto di un’azienda calabrese. Il tutto nel silenzio assoluto del governo italiano (c’è un’interrogazione parlamentare da parte di Sinistra Italiana che non ha avuto ancora risposta). Chi invece parla e interviene: è l’europarlamento. Infatti se la vicenda è nota anche in Italia lo si deve all’europarlamentare Piernicola Pedicini e alla consigliera regionale Mari Muscarà. Ora intervengono anche gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo, Tiziana Beghin, Laura Ferrara, Mario Furore, Dino Giarrusso, Chiara Gemma, Sabrina Pignedoli e Daniela Rondinelli, i quali hanno sottoscritto una lettera, insieme ad altri sette europarlamentari, indirizzata al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nella quale si chiede un intervento per far rientrare i rifiuti. “Nonostante la Regione Campania abbia correttamente intimato il 9 dicembre di procedere al rimpatrio dei rifiuti entro i 90 giorni successivi, questa operazione ad oggi non e’ stata ancora effettuata e i container sono ancora bloccati nel porto di Sousse, con grave danno per i traffici commerciali e turistici nello scalo portuale tunisino. Chiediamo l’intervento di De Luca affinché la Regione proceda direttamente a far rientrare i rifiuti nonostante la sospensione della fideiussione. Sarebbe quindi un gesto di grande impatto politico se la Regione Campania, procedendo al rimpatrio dei rifiuti, dimostrasse solidarietà al popolo tunisino e ai lavoratori del porto di Sousse, danneggiati da tale ingombrante presenza”.

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