Raccontare la disabilità, contro gli stereotipi. Al Giffoni Film Festival un’ emozionante Benedetta De Luca

Raccontare la disabilità contro gli stereotipi, su questa tematica ormai cucita sulla sua pelle, Benedetta De Luca è stata chiamata a discutere e a portare la sua testimonianza di vita sul prestigioso palcoscenico del Giffoni Film Festival. La giovane fashion blogger, infatti, nata con una agenesia del sacro che la costringe a vivere aiutata dalla sua sedia a rotelle e dalle sue stampelle è ormai diventata un esempio di tenacia e sprone per moltissimi giovani.

“Istruzioni romantiche per danzare senza gravità”, è il corto con la regia di Lucio Zannella e prodotto da Daitona, inserito tra gli eventi speciali di #Giffoni50Plus. Un film che sottolinea, nell’idea narrativa, la necessità di non giudicare dalle apparenze, partendo da una cena per inaugurare una nuova abitazione. Radunate allo stesso tavolo “persone che si parlano addosso senza ascoltarsi”: tra questi c’è Graziano, che arriva in ritardo e l’unico posto libero è accanto ad Alisia. La cena diventa, così il pretesto per uno “scontro ideologico” tra i due, destinato a mostrare ad entrambe che la prima impressione non è mai quella giusta. E poi il desiderio di correre liberi su una piaggia deserta e l’impossibilità di non poterlo fare, a causa della disabilità.

Un tema spinoso e difficile da portare al cinema, realizzato attraverso la sinergia con l’associazione Luca Coscioni e l’influencer salernitana Benedetta De Luca, che da anni si batte per i diritti delle persone affette da disabilità, con il supporto della Film Commission Campania. E proprio a Benedetta, presente sul set durante le riprese per lo sviluppo del personaggio protagonista, sono rivolte le domande dei giffoner. “È un lavoro di cuore. Mi ero ripromessa di non piangere oggi, ma non sono riuscita a trattenermi – esordisce Benedetta – Conoscevo la paura di quando ti chiedono “andiamo a correre” o del primo incontro. Io avevo paura di mostrarmi agi altri. Non bisogna aver timore di imporsi per come si è. Si può ballare anche con il cuore, con l’anima”. “Sono stata vittima di bullismo – confessa Benedetta – Non ho sbagliato in nulla, se non nascere con una disabilità. Ci sono barriere architettoniche e mentali.  Richiediamo solo rispetto e normalità, non sguardi pietistici, ma un mondo più inclusivo. Voi che siete il futuro, cercate di guardare senza giudizi qualcosa di diverso. L’importane è avere rispetto ed esprimere le proprie curiosità, chieder liberamente, in modo molto più aperto”.

“Ero più piccola e più ingenua, ce l’ho fatta a superare il bullismo anche grazie al supporto della mia famiglia. Bullismo ad opera di un’insegnante, tra l’altro, che sottolineandomi come non potessi salire le scale, non sarei riuscita a realizzare altro. Oggi per me essere qui – ha concluso – è una forma di riscatto, a parlare con voi. Quando gli altri ti fanno sentire sbagliata e finalmente capisci che non sei tu sbagliata, ma loro, in quel momento inizia la rinascita”.

Una risposta

  1. Benedetta De Luca ha detto:

    grazie <3

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