Il Requiem per la Sicignano-Lagonegro e il tentativo di scippo della Stazione AV nel Bilancio di Geppino D’Amico

Questa settimana l’analisi del giornalista e storico Geppino D’Amico è dedicata al Requiem intonato dal consigliere delegato ai Trasporti della Regione Campania Luca Cascone alla Tratta Ferrata Sicignano-Lagonegro. 1 milione 700mila euro spesi per dire che “non conviene” riattivarla.

TESTO DI GEPPINO D’AMICO

È difficile trovare una musica più appropriata del “Requiem” di Giuseppe Verdi per commentare il “De Profundis” intonato in memoriam della ferrovia Sicignano-Lagonegro mercoledì scorso ai sindaci del Vallo di Diano riuniti a Padula dal delegato regionale ai trasporti, Luca Cascone.  Dell’incontro si è ampiamente occupato il collega Pasquale Sorrentino che, presente alla riunione, ha fornito le cifre uscite dal “cascione” di Cascone: 700 milioni di euro (per un ripristino commerciale); 270 milioni per un ripristino turistico (un unico treno al giorno solo per gli eventi programmati). Secondo Cascone tali cifre sono scaturite da uno studio di fattibilità che alla Regione è costato solo 1.700.000 euro. Numeri a nove cifre talmente alti che non è possibile utilizzare nemmeno per tentare la fortuna al Superenalotto.

Quella comunicata ai sindaci del Vallo è la cronaca di una morte da tempo annunciata ed ora confermata anche perché un anno fa lo stesso Cascone, bontà sua, aveva più volte dichiarato che il Vallo di Diano “è bello, manon ha bisogno del treno”. Del resto lui nel Vallo ci viene con auto blu della Regione. Ma c’è di più: Cascone non ha dato per scontato che la stazione dell’Alta Velocità sarà costruita nel Vallo di Diano. Questo perché ci sarebbero forti spinte politiche per privilegiare il Basso Cilento dove si minacciano le barricate. La domanda nasce spontanea: dobbiamo prepararci all’ennesimo scippo? Pare di si.

Sull’argomento registriamo, per dovere di cronaca, una dichiarazione del consigliere regionale Tommaso Pellegrino il quale nel corso di un convegno a Sicilì si è detto favorevole al passaggio dell’Alta Velocità per il Golfo di Policastro da lui ritenuta “l’unica strada naturale per collegare la Campania alla Calabria” senza alcun accenno alla possibilità di realizzare una stazione nel Vallo di Diano.  A distanza di due giorni ha aggiustato il tiro sostenendo che “la stazione dovrà essere ubicata nel Vallo di Diano non solo per agevolare la crescita dell’economia del territorio ma anche per una questione di giustizia visto che 34 anni fa è stata chiusa la Sicignano-Lagonegro”. In verità la storia ci dice che la via naturale per collegare la Campania alla Calabria è quella che attraversa il Vallo di Diano ed il Lagonegrese. Fu così al tempo dei Romani che realizzarono nel II° secolo a.C. la Reggio-Capua; fu così all’inizio degli anni ’60 del secolo scorso quando si trattò di realizzare l’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Non fu così nella seconda metà dell’800 quando fu realizzata la linea ferroviaria per le Calabrie. Ma anche quello fu uno scippo perché anche allora il progetto prevedeva il passaggio per il Vallo di Diano ma la politica decise diversamente. Ed è quello che si sta tentando di fare ora che il progetto di Rete Ferrovie Italiane prevede il passaggio per il Vallo di Diano ed il Lagonegrese.

Sulla vicenda è intervenuto anche il neo il presidente della comunità montana Vallo di Diano, Francesco Cavallone, che è stato perentorio: “La stazione dell’Alta velocità va costruita nel Vallo di Diano e non ci sono dubbi su questo”. Comunque, se proprio ci dovesse essere la necessità di “incazzarsi” (perdonate il francesismo) per tutelare il territorio è bene farlo preventivamente e non a cose fatte così come è avvenuto per il tribunale quando le proteste postume del 13 settembre 2013 non sono servite a nulla: il tribunale era ormai partito. Come dire? I buoi erano già scappati dalla stalla.

GEPPINO D’AMICO

4 risposte

  1. Pietro ha detto:

    Capito Valdianesi? State tranquilli , ci fregheranno PURE/ANCHE questa volta! Ma che ce ne fotte! Aspetteremo l’Aeroporto! 🙂

  2. Rocco Panetta ha detto:

    Prima di intonare il Requiem bisogna accertarsi che il celebrante sia abilitato a celebrare la Messa. Nel caso specifico il Consigliere Regionale NON fa parte del Clero che ,esclusivamente STATALE no Regionale. Vale a dire che il Requiem potrà celebrarlo solo il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, Giovannini che ha dichiarato, in una intervista tv a La 7, di volere INTERCONNETTERE le linee regionali, come la Sicignano-Lagonegro, alle tratte ad Alta Velocità del Sud e la nostra linea è l’UNICA linea che può essere interconnessa. e, visto che:” senza soldi non si cantano messe”, sono disponibili, ESCLUSIVAMENTE per questo scopo, 940 Milioni di euro nel PNRR he , se non spesi per riaprire al traffico ed interconnettere la Sicignano-Lagonegro alla Tratta AV Battipaglia-Praja, lo STATO Italiano NON potrà beneficiarne, esso fondi VINCOLATI dell’Unione Europea

  3. fusco antonio ha detto:

    ……..la verità è che le chiacchiere sino ad oggi spese per la sicignano-lagonegro sono servite a favorire il solito e putrido clientelismo elargendo milioni a consulenti e cialtroni vari che oltre ad arricchirsi altro non hanno prodotto. Il vallo è stato ridotto scientemente ad una ” riserva indiana” dalla politica e dai cialtroni che l’hanno rappresentata in questi decenni. Purtroppo anche il popolo del vallo e delle zone interne è colpevole per essere stato silenzioso e passivo e per aver subito questa ennesima vergona ed affronto. L’alta velocità sarà l’ennesima occasione per spremere il limone governativo e truffare con l’arrivo di cloni dei vari meluzzi, iannuzzi, angrisani, conte ecc.ecc. che scorazzeranno per il vallo tra cene, pranzi e laute prebende.

  4. Giulio Pica ha detto:

    L’av passera’ per il vallo di fiano e arrivera’ a praia a mare via fondo valle noce. Non passera’ affatto per sapri. Il resto sono chiacchiere al vento di politicanti locali

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