Coscioni, consigliere alla Sanità della Regione, condannato. Iannone (FdI): “E nessuno fa nulla”

La Corte di Appello di Napoli (seconda sezione, presidente Grassi) ha condannato Enrico Coscioni, consigliere per la Sanità del presidente della Regione Campania, a due anni di reclusione (pena sospesa) per violenza privata tentata e continuata, aggravata dall’abuso di potere. Il sostituto procuratore generale Maria Di Addea aveva chiesto una condanna a 4 anni nei confronti di Coscioni, per tentata concussione e, in subordine, la riqualificazione del reato in tentata violenza privata che è stato riconosciuto sussistente dai giudici di secondo grado. Coscioni venne coinvolto in un’indagine della Procura di Napoli che puntava a fare luce su presunte pressioni esercitate nei confronti di tre manager della sanità campana per indurli a dimettersi. In primo grado venne assolto, con la formula “il fatto non sussiste”,

“Nella logica politicamente malata del deluchismo sanitario è evidentemente un merito avere una condanna. Il presidente della Regione afferma che non cambia nulla nel rapporto con Coscioni: suo candidato, suo dirigente sanitario, suo presidente dell’Agenas. Coscioni è l’emblema di una sanità che in Campania non è fatta per curare i cittadini ma per gestire potere ai fini clientelari. È incredibile che il Ministro Speranza resti a guardare anche su questa vicenda. Dopo il caso Mastursi, allontanato temporanea e nel tempo reintegrato nella squadra deluchiana, è il tempo di Coscioni. Alle condanne dovrebbero seguire dimissioni ma per De Luca sono acqua fresca se non addirittura un titolo di merito”. Lo dichiara il senatore Antonio Iannone, Commissario Regionale di Fratelli d’Italia in Campania.

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