Appalti truccati a Salerno: indagati anche il sindaco Vincenzo Napoli e un imprenditore originario di Casalbuono

Due anni di indagini sugli appalti pubblici gestiti da alcune cooperative, destinate al recupero dei lavoratori disagiati, hanno innescato una bufera giudiziaria su Salerno che arriva fino a Napoli e al palazzo della Regione Campania.

C’è anche il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli tra i 29 indagati nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Salerno. Il primo cittadino, che è stato riconfermato alla guida della città lunedì scorso con il 57% (era sostenuto da una coalizione civica di centrosinistra), risulta indagato per fatti risalenti alla precedente Amministrazione. Con lui risultano coinvolti anche un dirigente del Comune e un ex presidente di una società partecipata dell’Ente. Le indagini effettuate dalla Squadra Mobile di Salerno e coordinate dalla Procura di Salerno, hanno portato all’emissione di dieci misure cautelari (una in carcere, 2 ai domiciliari e 7 divieti di dimora), una delle quali ha colpito l’ex assessore e attuale consigliere regionale della Campania, Giovanni (Nino) Savastano che è ai domiciliari. Risulta essere stato il più votato tra i candidati della lista “Campania Libera”, che prende il nome dal movimento politico fondato dal presidente della Regione Campania. Il consigliere, candidato nella circoscrizione Salerno (che corrisponde al territorio della provincia salernitana), ha ottenuto 16.587 preferenze. Indagato anche Antonio Ferraro, originario di Casalbuono, e presidente di Salerno Pulita.

Una risposta

  1. fusco antonio ha detto:

    ….noto con piacere un mare di commenti feroci e critici contro la regione campania ed il suo padrone , naturalmente sono ironico per chi non lo avesse capito. Chi volete si permetta di criticare il signor de luca e la sua cricca ? Solo qualche vecchio pensionato, qualche anziano e qualche uomo di libero pensiero. Tutta gente che non ha nulla da perdere nel dire la verità e denunziare, ma che non conta un amato c…..!!! Dirà il Presidentissimo. Intanto la corruzione dilaga e la campania in gran parte è sempre più una fogna.

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