Dopo il voto, politici alla prova. Geppino D’Amico: “Difficile passare dal verbo promettere al verbo mantenere”

Due i temi questa settimana sotto i riflettori del giornalista e storico Geppino D’Amico. In Regione Campania sono iniziate le audizioni propedeutiche all’approvazione della proposta di legge di Corrado Matera finalizzata al ripristino del Tribunale di Sala Consilina, mentre nei comuni interessati dalle elezioni amministrative per gli eletti comincia il difficile: passare dalle promesse ai fatti.

TESTO DI GEPPINO D’AMICO

Riprenderanno giovedì prossimo presso la Prima Commissione Permanente Affari Istituzionali del Consiglio Regionale della Campania le Audizioni previste per sostenere la Proposta di Legge alle Camere sulla nuova organizzazione dei Tribunali Ordinari e degli Uffici del Pubblico Ministero su iniziativa del Consigliere Regionale Corrado Matera. Saranno ascoltate personalità della magistratura, dell’avvocatura e della società civile. Due giorni fa è stato ascoltato l’avv. Francesco Cavallone nella duplice veste istituzionale di Sindaco di Sala Consilina e di Presidente della Comunità Montana del Vallo di Diano. Cavallone ha rimarcato con forza il “maldestro” collocamento del Tribunale di Sala Consilina, soppresso e accorpato a quello di Lagonegro, facendo sì che il territorio del Vallo di Diano si trovi oggi in una Regione diversa con diversa Corte D’Appello.  I numeri tuttavia erano favorevoli rispetto al Tribunale di Lagonegro. Al momento della soppressione infatti, erano ben 11 i magistrati in forza al nostro Tribunale, rispetto agli 8 del Tribunale di Lagonegro, con una popolazione di circa 90.000 abitanti per il circondario del Vallo di Diano, e un carico di lavoro di circa 11.380 per la sede di Sala Consilina e di circa 1.300 per la sezione distaccata di Sapri. Non sono bastati i numeri, né la circostanza per la quale la stessa legge prevedeva la presenza di almeno tre Tribunali nell’ambito del distretto della Corte d’Appello, che nel caso di Salerno è di circa un milione e centomila abitanti, a fronte di circa seicentomila per tutto il distretto della Basilicata. Né, soprattutto, le spese esigue al netto dello stabile, che è di proprietà del Comune di Sala Consilina di circa 100.000 Euro annui. I risultati di quella scellerata decisione? Grandi disagi per la popolazione, maggiori spese, diversità di amministrazione giudiziaria (diverse sedi ricadenti in regioni diverse) e soprattutto un notevole incremento della criminalità organizzata, che a causa del depotenziamento delle forze dell’ordine, trova nel Vallo di Diano terreno fertile. Non è mancato, infine, da parte di Cavallone un riferimento alla chiusura dell’istituto penitenziario di Via Gioberti che ha aggravato ancor di più il disagio non solo degli associati alla casa circondariale ma anche dei loro familiari, di magistrati, avvocati e forze dell’ordine costretti ad “turismo giudiziario” che non rende giustizia alla…Giustizia.

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Archiviati i risultati elettorali dei comuni in cui si è votato possiamo tentare qualche anticipazione sul futuro.  In campagna elettorale tutti i candidati alla poltrona di primo cittadino hanno sentenziato: “Sarò il sindaco di tutti e il Municipio sarà una casa di vetro”. Chi vince conferma i buoni propositi mentre chi va in minoranza assicura “una opposizione costruttiva nell’interesse del paese e dei cittadini”.

Ma sarà proprio così? Di solito chi ha perso passa dalla promessa opposizione costruttiva a quella dura, pura e senza sconti mettendo in evidenza che il vincitore è un sindaco dimezzato dalla scarsa affluenza alle urne. Chi ha vinto non dimentica le accuse ricevute in campagna elettorale e (come dire?) è pronto a regolare qualche conticino rimasto sospeso.  E i cittadini? Quelli sono profeti disarmati che da anni guardano distratti alle vicende amministrative del comune in cui vivono. Disertano le urne perché si sentono inutili e non sopportano l’abuso di una propaganda sempre più invasiva e priva di programmi. Credo che le difficoltà che stiano vivendo dovrebbero indurre tutti i così detti “eletti” a darsi una regolata. Chi ha vinto dovrebbe passare dal verbo “promettere” al verbo “mantenere le promesse”. Soprattutto, dovrebbe impegnarsi a ripristinare il rapporto con i cittadini e favorire la loro partecipazione. Come cantava Giorgio Gaber, “Libertà è partecipazione”.

GEPPINO D’AMICO

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Una risposta

  1. fusco antonio ha detto:

    …la risposta alle dichiarazioni di buona volontà dei neo eletti sta tutta nel dato dell’astensionismo che ha tenuto lontano dalle urne il cinquanta per cento della gente. Qualcosa dovrà pur significare? Infine non una sola parola sul perchè sono stati soppressi il tribunale ed il carcere di sala consilina nonostante i numeri dicessero ben altro. Lo dico io L: solita sottomissione ascara del vallo di diano ai politici di altre regioni venuti nel vallo solo a depredare. Chi ha dimenticato i meluzzi, iannuzzi, conte, angrisani e cialtroni vari? Si continuano ad accettare decisioni governative dettate da clientelismo, partigianeria e corruzione, ma con la sottomissione pecorona non si va da nessuna parte. Sarebbe ora di rialzare la testa e dimostrare che il popolo valdianese ha gli attributi per prendere decisioni autonome e principalmente nell’interesse del vallo e non di altri.

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