Vaccinazioni covid-19, il Vallo di Diano chiede più dosi e più personale

File alle farmacie e attese per i vaccini, siano esse prime, seconde o terzi dose. Nel Vallo di Diano e in tutta la provincia di Salerno la lotta al Covid tra prevenzione e vaccinazioni è difficile per una organizzazione che non sembra ottimale da parte dell’Asl Salerno. Guardando “solo” al Vallo di Diano: ora sono 4 gli hub aperti per circa 60 mila persone. Si tratta di Sala Consilina, Caggiano, Teggiano e Sassano. Non solo pochi ma anche pochissimi giorni dedicati alle vaccinazione. Un giorno alla settimana per ogni centro appare poco, ma il personale numericamente basso e un approvvigionamento di vaccini scarso non aiutano i pur professionali operatori. Servono più dosi e più personale. Lo dicono anche dalla Cgil di Salerno: “La recrudescenza del contagio da Covid 19 di questi giorni sta accelerando la volontà di molti cittadini di completare il ciclo vaccinale con la terza dose booster o di procedere per la prima volta alla vaccinazione. Molti però sono ancora i problemi presso i diversi centri vaccinali aperti sul territorio. È necessario trovare una soluzione alle code enormi, alle attese sotto la pioggia e al nervosismo imperante che sfocia in alcuni casi anche in rissa. Bisogna aprire i centri vaccinali H24 su tutto il territorio. Bisogna correre e presto”: è il grido di allarme della Cgil che chiede soluzioni immediate. “Si recluti urgentemente il personale necessario e si proceda a vaccinare durante tutta la giornata”, lo ha dichiarato Antonio Capezzuto Segretario Generale della FP CGIL Salerno.
Dal punto di vista dei contagi casi in aumento nel Vallo di Diano con nuovi positivi a Padula (12), Polla (3), San Pietro al Tanagro, Sant’Arsenio e un po’ in tutti i comuni del comprensorio anche nella zona sud. Il Dipartimento di prevenzione sta lavorando per il tracciamento dei contagi, sotto osservazione alcune cene in diversi locali del Vallo di Diano. Anche a Sapri aumentano i contagi con 10 persone affette dal covid-19 e 9 famiglie in quarantena. Occorre anche dire che molti cittadini, in modo ligio, appena hanno avuto il minimo dubbio su un contatto si sono messi in autoquarantena o sottoposti a tampone.

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