La politica del 2021 del Vallo di Diano. Le due sindache, i nuovi presidenti, i due “nemici” e l’Alta velocità

Anno di cambiamenti ma non certo di rivoluzione, anche se questo termine è stato usato in modo sbagliato, nel mondo politico valdianese. A inizio del 2021 il primo storico cambio: quello in comunità montana. Storico perché Raffaele Accetta era stato presidente dell’ente montano per oltre due lustri. Al suo posto Francesco Cavallone, sindaco di Sala Consilina. Anch’egli politico di vecchio corso e figlio d’arte, per vent’anni nella maggioranza salese. Uno degli assessori è rimasto lo stesso, Spano. Nuovo, in comunità montana, è Pagliarulo (San Pietro al Tanagro). Altro “nuovo” presidente è Vittorio Esposito. Anch’egli politico di lunghissimo corso, sindaco di Sanza e presidente di Consorzi vari nel corso del tempo, che è stato scelto per la guida del Consorzio Piano sociale di Zona. La parola rivoluzione è stata usata soprattutto per le nuove sindache di Padula e Monte San Giacomo. Parola giusta per quanto riguarda l’attesa e auspicata novità di avere sindache donne nel Vallo di Diano, mancavano dai tempi di Gianna Pina Benvenga a San Rufo (la Scelza è di Salvitelle). Ma non si può considerare una rivoluzione politica essendo entrambe vice sindache uscenti. In comune hanno anche la decisione di aver strappato dal sindaco uscente (a Monte San Giacomo lo scontro è stato diretto con Accetta, a Padula indiretto con Imparato). Confermati i sindaci a Teggiano (Michele di Candia che correva da solo) e a Montesano (Giuseppe Rinaldi).

Di dualismi si vive e questo 2021 ha vissuto ancora e forse ancora di più sul dualismo politico, social, comunicativo dei due consiglieri regionali valdianesi, Tommaso Pellegrino e Corrado Matera. Portano avanti battaglie giuste, cercano di difendere il territorio ma spesso, troppo spesso (per non dire sempre) risultano divisi, bellicosi l’un contro l’altro. Si spera si tratti di sana rivalità per migliorare insieme. Ma la speranza è sentimento da inizio anno. Non da fine.

Dal punto di vista politico, occorre infine aggiungere, che il Vallo di Diano ha perso rappresenti nell’assemblea provinciale dopo le elezioni dello scorso 18 dicembre. Tuttavia il più eletto è risultato Giovanni Guzzo (passato dal Psi al Pd), il quale oramai vive a Padula. Non eletti i due candidati valdianesi doc, tra questi il vice sindaco di Sanza, Tony Lettieri. Un segnale al PD valdianese targato Esposito?

Ma in politica esistono, è strano a dirsi, anche gli argomenti. Il più inflazionato, giustamente, risulta essere quello sulla scelta del luogo della stazione dell’Alta Velocità che Rete ferroviarie italiane ha scelto di far passare nel Vallo di Diano. Una manna dal cielo, forse una ultima speranza, con gli amministratori valdianesi che stanno lottando contro i cilentani e lucani per far sì che la scelta – così come appare sin dall’inizio – sia per il Vallo di Diano. Servirà vera coesione. Continua, infine, la lotta per far ripristinare il Tribunale e la Procura quanto mai necessarie.

2 risposte

  1. fusco antonio ha detto:

    …….temo sia necessaria una azione politica ed un impegno più intenso e partecipato da parte della nuova classe politica eletta dai valdianesi alla provincia ed alla regione. Molto presenzialismo, tante chiacchiere , ma sui temi importanti poco o nulla, solo diatribe tra galletti . Forse qualche taglio di nastro in meno e vicinanza attiva con la gente non guasterebbe . Speriamo bene.

  2. Giulio Pica ha detto:

    Purtroppo il Vallo di Diano nel 2021 è stato attraversato da molte ombre: l’intreccio affaristico-criminale tra esponenti della camorra casertana ed elementi locali ben felici di fare affari d’oro con la frodi sul carburante ed il traffico di rifiuti tossici, la rete di spacciatori sgominata in autunno tra Atena e Sala Consilina, la grande diffusione di cocaina tra i giovani ed i correlati incidenti mortali. Il culto del denaro facile e dell’arricchimento senza scrupoli sembra pervadere una fetta troppo larga di popolazione valdianese e su questi fenomeni i politici locali non sanno o non vogliono intervenire. E’ sconcertante che si rimuova lo striscione che alcuni ragazzi/e avevano affisso sui muri di Sala Consilina- parole che rappresentavano denuncia e speranza -e ci si giri dall’altra parte difronte al dilagare del disagio giovanile e dell’uso di sostanze stupefacenti ed alcool da parte di tanti ragazzi che non hanno la fortuna di avere la cultura e la sensibilità dei loro coetanei salesi ribelli. Su questo desolante scenario i politici locali, salvo rare eccezioni, si affannano in risse da pollaio sull’ubicazione della fermata dell’AV, sollecitati in questo da politicanti lucani ancora meno degni.

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