Presentato ad Eboli il convegno “Il Sud e Carlo Levi a 120 anni dalla nascita”

È stato presentato nel corso di una conferenza stampa, nell’aula consiliare del comune di Eboli, il convegno organizzato dalla Fondazione Luigi Gaeta – Centro Studi Carlo Levi sul tema “Il Sud e Carlo Levi a 120 anni dalla nascita” che si terrà ad Eboli, nel pomeriggio di giovedì 9 giugno, ore 17:30, nella Sala Mangrella del Complesso Monumentale San Francesco.

A presentare il programma del convegno e le altre future iniziative della Fondazione è stata la presidente Rosaria Gaeta che si è soffermata, in particolare, sul film “Lucus a lucendo” di Enrico Masi e Alessandra Lancellotti che sarà proiettato e che sarà oggetto di dibattito. Nel corso della conferenza sono intervenuti Cosimo Brenga, presidente del Consiglio Comunale, Mario Conte, sindaco di Eboli, Lucilla Polito, delegata alla Cultura, il prof. Sebastiano Martelli e il giornalista Giuseppe D’Amico. In particolare Martelli, nel ricordare lo straordinario successo del “Cristo si è fermato a Eboli”, tradotto in tutto il mondo, si è soffermato sul ruolo svolto da Carlo Levi nella storia del ‘900 quando lo Stato oltre Eboli non era arrivato, trattando argomenti che ancora oggi sono al centro del dibattito politico, primo fra tutti la questione meridionale. Il sindaco Mario Conte ha evidenziato che il gap Nord-Sud esiste ancora per cui la questione meridionale non va abbandonata anche perché la ripresa del Sud interessa pure il Nord. In quest’ottica vanno utilizzate le risorse che abbiamo. Quindi, ha concluso il sindaco, “eventi come questi sono importanti perché figure come Carlo Levi, che nel 1972 fu insignito della cittadinanza onoraria di Eboli, non solo aiutano a ricostruire il passato ma aiutano a dare il senso storico degli eventi”.

Nel corso del suo intervento, D’Amico ha evidenziato il rapporto che Levi ha avuto con altre personalità di primo piano del mondo politico e culturale sia durante il fascismo che nel periodo repubblicano, tra i quali va ricordato il giornalista Giovanni Russo, editorialista del Corriere della Sera, che fu tra i primi a difendere Carlo Levi dalle accuse dei “Luigini” lucani che rimproveravano al medico-scrittore-pittore di avere mitizzato i contadini e demonizzato i borghesi.

Quintino Di Vona 

 

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