Processo “Febbre dell’oro nero” trasferito a Salerno. Il Tribunale di Lagonegro è troppo piccolo

Udienza interlocutoria per i 57 imputati del processo “Febbre dell’oro nero”, soprattutto per la verifica delle notifiche ma anche con una novità logistica, più che processuale. Si tratta dell’inchiesta che è stata portata avanti un anno fa da carabinieri e Guardia di Finanza su presunta truffa allo stato per il mercato delle cosiddette benzine bianche che ha visto – come disse all’epoca dei fatti il procuratore della Dda di Potenza, Francesco Curcio – un tentativo di colonialismo della Camorra nel Vallo di Diano. La novità logistica è che il processo – a causa degli spazi ridotti del Tribunale di Lagonegro – sarà trasferito nell’aula bunker di Salerno.

Il procedimento riguarda 57 persone, 54 sono state rinviate a processo, per tre è stato disposto il rito abbreviato, Le accuse, a vario titolo, riguardano l’associazione a delinquere per frodi in materia di accise ed IVA sugli olii minerali, intestazione fittizia di beni e società, riciclaggio, auto riciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita. Il punto di incontro tra Casalesi e mafia pugliese era il Vallo di Diano e alcuni cittadini del posto. La prossima udienza, a Salerno, è stata fissata per il 15 settembre.

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