Omicidio Vassallo, il figlio: “ora capiamo gli errori investigativi”

Dopo le ultime rilevazioni investigative che stanno portando la luce sul controverso cado dell’assassinio di Angelo Vassallo, arrivano le parole del figlio. In una nota, Antonio Vassallo ha espresso la perplessità che per molto tempo ha accompagnato gli evidenti errori investigativi che hanno caratterizzato le indagini sulla morte del padre e che solo ora sembrano riconducibili ad un piano di depistaggio. “Abbiamo sempre saputo che le indagini sull’omicidio di mio padre erano complicate. Sono stati commessi dalle forze di polizia errori mai visti, neppure nei film. Per molto tempo ci siamo chiesti se cio’ fosse accaduto per incapacita’, negligenza o invece volontariamente per creare confusione e depistaggi. Oggi le ipotesi della Procura ci forniscono una prima risposta” – queste le parole di Antonio Vassallo – “E’ giusto e doveroso riaffermare la nostra fiducia negli inquirenti, come abbiamo sempre fatto anche quando la speranza sembrava svanire” – aggiunge – “ma é anche vero che, nel nostro caso, é ancora complicato dare fiducia nei confronti di chi, all’epoca e per questi anni, ha continuato a rappresentare una divisa. Insieme alla mia famiglia e il mio avvocato oggi vogliamo continuare a esprimere un sentimento di fiducia nei confronti di quella parte di Stato che funziona, lo Stato il quale mio padre credeva, lo Stato per cui lui ha rimesso la vita difendendo il suo incarico i suoi concittadini e il suo territorio”.

Sulle novità emerse dalle indagini, con un comunicato stampa, hanno fatto sentire la propria voce anche Dario e Massimiliano Vassallo, fratello del Sindaco ucciso nonché presidente e vicepresidente della Fondazione Angelo Vassallo: “É con dolore ed amarezza che registriamo che questi risultati investigativi confermano quanto per anni abbiamo denunciato, compresi certi depistaggi che potevano avere come unica spiegazione la complicità fra depistatori e assassini. Cogliamo l’occasione per esprimere la nostra personale gratitudine ai magistrati della Procura Distrettuale Antimafia di Salerno che hanno dimostrato di saper guardare in faccia le verità senza timidezza alcuna anche nei riguardi dei “complici eccellenti”, e perciò confidiamo che finalmente possa essere fatta giustizia e che presto possa svolgersi un processo”.

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