Possesso della Grotta. Pertosa risponde alla delibera di Auletta: “Atto contro legge. Respingiamo la richiesta”

La Grotta della discordia che dà vita a un eterno derby politico e non solo tra Pertosa e Auletta torna alla ribalta per un nuovo documento ufficiale di una delle due amministrazioni. Tocca, stavolta a Pertosa, rispondere sul campo ufficiale, il consiglio comunale alle richieste di Auletta di “acquisire” la grotta e dicendo di no alle richieste dell’amministrazione comunale di Pessolano.

Nel 2014 alla fine di un lungo iter giudiziario la Cassazione ha deciso che il noto sito turistico dovesse essere di entrambi i comuni e prendere il nome: Grotta di Pertosa Auletta. Un nome che ha faticato a prendere piede e per il quale il Comune di Auletta ha lavorato molto, soprattutto sull’aspetto comunicativo, ma mai dal punto di vista formale. Fino al marzo scorso quando, all’apice del braccio di ferro per la gestione della Fondazione Mida che gestisce il sito turistico, il Comune di Auletta ha deliberato per la ratifica della sentenza della Cassazione del 2014 durante un consiglio comunale monotematico sui provvedimenti da mettere in atto. Nel documenti si chiedeva ai tecnici di intervenire per “gli atti consequenziali ai fini dell’acquisizione della Grotta al patrimonio culturale di Auletta”. E proprio contro questa richiesta si è espresso il Comune di Pertosa, guidato da Domenico Barba. “La richiesta di Auletta non ha fondamento giuridico, quindi è contro legge ed è anche lesiva degli interessi del Comune di Pertosa”. Una delibera approvata all’unanimità dall’assemblea, con minoranza e opposizione unite nel respingere l’assalto dei “vicini di casa”.

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