Mamma di Sala Consilina partorisce in casa a Salerno con il supporto del papà. Così è nato Michelangelo

Michelangelo è venuto alla luce tra le braccia del papà, Stefano, nella sua dimora, nel centro di Salerno dove vivono per lavoro, e sotto gli occhi sorridenti mamma Serenella. Il parto era già previsto in casa, ma non con quella celerità, tanto che l’ostetrica è arrivata un minuto dopo e né il bebè, né la mamma hanno rischiato mai rischiato nulla. Tutto in sicurezza insomma. I due genitori sono di Sala Consilina e hanno già due figli. Per il loro terzogenito hanno deciso di affidarsi all’associazione Tanalupa e all’ostetrica Emanuela Errico per iniziare un percorso che portasse al parto in casa. Si tratta di un percorso accorto e che può essere affrontato, in seguito ai vari esami specifici, solo se mamma e nascituro rientrano nei valori giusti. La storia di Michelangelo è particolare perché il parto è stato così celere che pur se previsto in casa, è stato il papà a prendere per primo il suo terzogenito. Nel momento in cui è arrivata l’ostetrica, la dottoressa Errico, assistita da Sara Pisu, che ha proceduto nell’iter previsto senza bisogno né di ambulanza né di ospedale, né per il piccolo, né per la mamma. Si tratta del secondo parte domiciliare a Salerno dall’inizio dell’anno, mentre lo scorso anno sono stati circa dieci. Mai però è stato il padre ad abbracciare per primo il pargoletto.

Una risposta

  1. Serena Marino ha detto:

    Incoscienti! E se la mamma avesse avuto un problema esempio un aneurisma celebrale che nessuno sa di avere, gli aneurismi sono bombe esplosive e fatali, moriva a casa sul colpo. Incoscienti si partorisce negli ospedali pubblici e neanche nelle cliniche private, solo gli ospedali pubblici hanno la sala di rianimazione. In Africa muoiono ancora di parto senza ospedali e noi che li abbiamo li schifano. Alternativi, radical chic, superficiali e incoscienti!

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