Furbetti del cartellino all’ospedale Salerno: inchiesta partita dopo una dettagliata segnalazione

Emergono nuovi dettagli in merito ai cosiddetti “furbetti del cartellino” all’ospedale San Giovanni di Diano e Ruggi d’Aragona di Salerno. Due gli infermieri sospesi per un anno poiché gli sono contestati i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e inosservanza delle norme sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. Si tratta di un uomo ed una donna. Lui di Battipaglia, lei di Castellamare di Stabia. Quest’ultima avrebbe ripetutamente chiesto al collega di timbrare per lei presentandosi in reparto soltanto in un secondo momento. Ed in due occasioni, secondo le risultanze degli investigatori, entrambi giorni festivi, la donna non si sarebbe proprio presentata a lavoro. In due occasioni, entrambi giorni festivi, non si sarebbe presentata a lavoro pur risultando presente. Le indagini sono scattate dopo un’accurata segnalazione giunta al Comando tutela della salute di Roma e trasmessa al Nucleo salernitano lo scorso maggio. Sotto la lente di ingrandimento dei carabinieri la timbratura in ospedale, ma anche i passaggi ai caselli autostradali oltre ai vari appostamenti vicini al posto auto dove solitamente parcheggiava l’infermiera. E proprio i caselli autostradali, e la mancanza della sua auto nel parcheggia ma al contempo l’avvenuta marcatura del badge ha avvalorato la tesi secondo cui, la donna in alcuni casi non si è proprio presentata in ospedale anche se secondo la timbratura effettuata era presente, ed in altri è giunta sul posto di lavoro con un ritardo anche di un’ora. Dopo gli accertamenti presentati in Procura è stata autorizzata l’installazione di telecamere che hanno smascherato il collega “complice”.

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