Il documentario “La Terra mi tiene” di Sara Manisera e Arianna Pagani selezionato per il Trento film festival

Il primo documentario prodotto da Sara Manisera e Arianna Pagani è stato selezionato al Trento Film Festival nella sezione Concorso Terre Alte, dedicata al racconto del presente e all’immaginazione del futuro della vita in montagna.
La proiezione in anteprima nazionale sarà il 5 maggio. “La Terra Mi Tiene” è un documentario nato nel 2020, nell’anno della pandemia. Non racconta né l’emergenza sanitaria, né il Covid. Racconta la storia di un chicco di grano, dalla semina alla mietitura, seguendo il ciclo naturale delle stagioni. Racconta la storia di una donna anziana, una delle migliaia di migranti che, negli anni Cinquanta, scelse di abbandonare le campagne per andare in Germania, a migliorare la vita dei suoi figli, e dei figli dei suoi figli. Questo documentario che vive molto tra Atena Lucana e Caselle, e comunque nel Vallo di Diano racconta la storia di chi sta provando a dare vita a nuove forme di economia civile e di agricoltura che rispettino i diritti delle persone e, al tempo stesso, l’ambiente in cui viviamo. Racconta di chi si prende cura del territorio, dei suoli e della salute di tutti noi, attraverso il cibo che mangiamo. Insomma a chi tenta di resistere in un territorio che è lungi dall’essere un’isola felice, che è stato al centro di inchieste per sversamenti e infiltrazioni

Sara Manisera è una giornalista di Auletta, autrice e regista indipendente che collabora con numerose testate nazionali e internazionali. Si occupa di ambiente, società civile, agricoltura, donne, caporalato e ha realizzato reportage in Iraq, Siria, Libano, Tunisia, Kosovo, Bosnia e Italia. Arianna Pagani è una filmmaker, giornalista multimediale. Il suo lavoro negli anni si è concentrato su questioni relative a conflitti politici e militari, diritti umani e crisi umanitarie e ambientali.

Il documentario è stato prodotto da Sara Manisera e Arianna Pagani, realizzato grazie al contributo del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la Fondazione MIDA, il Comune di Auletta. Con il supporto di Monte Frumentario Terre di Resilienza e Domus Otium. Con il sostegno di 281 sostenitori e sostenitrici, Il Forno di Vincenzo e Cascina Caremma.

 

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