Marzia Capezzuti, nuovi dettagli sugli anni di violenza

Emergono nuovi dettagli sul caso di Marzia Capezzuti, la 29enne milanese segregata, vessata ed infine uccisa a Pontecagnano Faiano. Per l’omicidio sono finiti in carcere Mariabarbara Vecchiano, il compagno Damiano Noschese ed il loro figlio 15enne. Segnalazioni erano già arrivate al comando dei vigili urbani di Pontecagnano Faiano prima ancora delle denunce che hanno poi dato il via alle indagini sui maltrattamenti nella casa popolare di Via Verdi.

Un volontario del Lions Club che si occupava di preparare e consegnare pacchi alle famiglie indigenti del comprensorio aveva già informato la polizia municipale di quanto accadeva ai danni di Marzia, «Mandai le foto all’agente, promise d’interessarsi ma poi mi bloccò». In merito alle polemiche sull’operato dei servizi sociali nella vicenda di Marzia parla il sindaco Giuseppe Lanzara che in un’intervista a il quotidiano “Il Mattino” ha dichiarato che “il caso della ragazza è stato attenzionato in più circostanze a partire dal 2017” e che “nei colloqui tenuti con lei sono stati attivati e proposti gli interventi che le assistenti sociali hanno ritenuto più idonei alla situazione” e che sono stati rifiutati dall’interessata.

Le violenze nei confronti di Marzia Capezzuti erano messe in atto anche in pubblico. La domanda che in molti si pongono è quindi se qualcosa di più si poteva fare nei confronti della giovane vittima.

Talìa Mottola

 

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