Legge per il Diritto alla cura per persone con disabilità gravi: passi avanti decisivi al Tavolo Tecnico con i vertici regionali

Il presidente della commissione sanità Vincenzo Alaia ha convocato una riunione per discutere sulla proposta di Legge popolare per il diritto alla cura delle persone con disabilità gravi. Alla riunione del tavolo tecnico erano presenti tutti i vertici della Regione interessati alla questione. Tra questi: l’assessore al Bilancio Ettore Cinque, il presidente della commissione bilancio Franco Picarone, direttore generale del dipartimento salute Antonio Postiglione, il responsabile Tutela della salute Ugo Trama, la presidente della commissione politiche sociali Carmela Fiola, la dirigente Maria Rosaria Canzanella, numerosi consiglieri regionali come Roberta Gaeta, Vittoria Lettieri, Giuseppe Sommese e Valeria Ciarambino. Oltre naturalmente al Comitato diritto alla cura, promotore della legge, con la portavoce Annarita Ruggiero, lo psichiatra D’Angiò, il giurista D’Alessandro, il tecnico Pagano. C’era anche la dottoressa Libera D’angelo, consulente della Commissione sanità promotrice per la raccolta delle firme per la legge, che riguarda persone con malattie psichiche, neurologiche e sensoriali con patologie gravemente disabilitanti.

L’obiettivo è quello di garantire ai pazienti, che non possono essere curati “a tempo”, di continuare in modo duraturo le cure che hanno acquisito, che se interrotte peggiorano la situazione in modo drammatico.

In attesa della legge la giunta ha già predisposto una delibera. Inoltre, ci sarà anche, da parte della Regione, una rilevazione per verificare l’effettivo fabbisogno di posti letto. Per ora ne sono garantiti 281 e la stima attuale è tra 800 e 1.200, ma sarà appurato l’effettivo numero necessario, sia ora che in prospettiva.

Ciò che, infine, è stato sottolineato ed è di fondamentale importanza per i malati e le loro famiglie, è che, grazie all’azione dell’avvocato Postiglione si garantirà che tutti i malati che sono attualmente curati in strutture specializzate non verranno trasferiti in RSA, in sostanza si tratta di una vera e propria moratoria in attesa di nuove normative che garantiscano, anche ora, il diritto alla cura. Alcuni distretti infatti stavano procedendo, tra infinite contestazioni, a questi trasferimenti, che ora saranno sospesi.

Carmen De Fina

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