“Avalanche” e lo Sbarco a Salerno, al Teatro dei Barbuti se ne celebrano gli ottant’anni

Quattro giornate di eventi per le celebrazioni per gli ottant’anni dello Sbarco di Salerno nell’ambito della XXXVIII edizione della rassegna Teatro dei Barbuti, in Largo Barbuti. Si è tenuta questa mattina la conferenza di presentazione della rassegna, alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, dell’assessore del Comune di Salerno al Turismo e alle Attività Produttive, Alessandro Ferrara, della direttrice organizzativa dei Barbuti, Chiara Natella e del curatore degli eventi del Salerno Day, il giornalista Eduardo Scotti. Il focus sulla cosiddetta operazione “Avalanche” (1943-2023), che ha contribuito a cambiare il corso della storia, accelerando la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Si comincia Giovedì 7 settembre alle ore 21.00 con una serata dedicata alla memoria del sassofonista battipagliese Larry Nocella. Il giornalista Carlo Pecoraro porterà in scena lo spettacolo “Larry Nocella – Everything happens to me”, racconto per parole, foto e video della vita di uno dei più grandi jazzisti italiani. Sarà questo il pretesto per legare lo sbarco delle forze angloamericane a sud di Salerno alla nascita della scuola jazz salernitana, tra le più apprezzate. In scena, con il giornalista salernitano, un altro salernitano, l’attore teatrale e cinematografico Renato Avallone che leggerà alcuni passi di una storica intervista rilasciata al giornalista Carlo Verri e alcuni racconti ispirati alle vicende del sassofonista scritti, per l’occasione, da Carlo Pecoraro. Nato a Battipaglia pochi anni dopo lo sbarco delle truppe angloamericane, Carmelo “Larry” Nocella, classe 1950, è stato tra i principali sassofonisti della scena italiana. Scopre la musica e il suo talento bazzicando gli ambienti musicali tra Salerno e Napoli e durante la sua adolescenza si nutrirà di quell’eredità lasciata, nella nostra terra, dai musicisti americani. Nel 1943 infatti, a seguito delle truppe alleate, sbarcano tanti musicisti. Che qui in città iniziarono a confrontarsi con i giovani musicisti locali. Li coinvolgono in concerti e performance e da quell’incontro nascono le premesse di quella che diventerà una affermata scuole jazz. Larry frequenta il Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, e si avvicina al jazz ascoltando Sonny Rollins, Charlie Parker, Gerry Mulligan e John Coltrane. La sua vita artistica lo conduce a Milano, a Torino e a Parigi. Larry è dotato di orecchio assoluto e diventa uno dei più grandi jazzisti italiani, suonando con Kenny Clarke, tra i pionieri della rivoluzione be-bop; con Tullio De Piscopo, che lo introduce nell’ambiente del jazz italiano e poi arriveranno gli Area e le collaborazioni con Pino Daniele. Scompare, giovanissimo a soli 39 anni. Lo spettacolo è stato prodotto nel 2022 dall’associazione culturale Mubat che lo ripresenta ora a Salerno, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Battipaglia, nel quadro della serie di spettacoli “When Jazz Landed”, immaginata per ricordare l’impatto dei musicisti d’oltreoceano sui giovani artisti del salernitano.

Venerdì 8 settembre, sempre al Teatro dei Barbuti, alle ore 21.00, l’attore Claudio Lardo va in scena con “Il pallone di pezza” – di Claudio Lardo ed Enzo Landolfi, per la regia di Vito Cesaro. Sul palco si racconta una drammatica pagina di storia dimenticata. È il 16 settembre del 1943. Gli uomini sono al fronte, anziani donne e bambini sono a casa, in un luogo che sembra protetto dalle montagne che lo circondano e dalla pianura che lo separa dalle rotte del conflitto. Come ogni giorno, nella piazza del paese, i più piccoli si danno appuntamento per un rito che appartiene alla normalità della vita quotidiana: la partita di pallone. Si gioca con un pallone di pezza, con scarpe che non sono quelle dei calciatori, sul fondo di pietra della piazza che non è propriamente un manto erboso, ma è come se lo fosse. Nell’immaginazione dei ragazzi, i padri sono sugli spalti a guardarli anche se non ci sono spalti e i padri sono in guerra. Un aereo sorvola il paese. Non è la prima volta che accade. A pilotarlo è un tedesco, un italiano, un inglese, un americano? Nel rimescolamento di alleanze seguito all’armistizio non si sa chi è nemico e chi è amico, ma i bambini sono abituati a salutare ogni aereo che passa, non conoscono le insegne militari e nemmeno si pongono il problema di chi ci sia a bordo. La partita, appena iniziata, si interromperà di colpo, con un risultato che non premierà nessuna delle due formazioni, sette contro sette. Non c’è un vincitore, non c’è uno sconfitto. Non è neppure pareggio. Perderanno tutte e due le squadre. L’episodio dei bambini di Buccino è stato rimosso per decenni, fino a quando nel 2004 Enzo Landolfi pubblica Vite in gioco, un libro di racconti dedicati a persone, avvenimenti, imprese, che esaltano lo sport come valore assoluto. Il primo dei racconti di Landolfi è dedicato ai bambini che giocavano con un pallone di pezza nella piazza di Buccino, suo paese natale, il 16 settembre 1943. Claudio Lardo racconta la storia di quella partita in uno spettacolo che recupera l’evento e le testimonianze, ne ricompone la trama, ne ricostruisce il contesto, storico affettivo e materiale, restituendo a quei nomi e a quelle vite la dignità di protagonisti.

Scritto da Claudio Lardo con Enzo Landolfi e la collaborazione di Giampiero Moncada e José Elia, per la regia di Vito Cesaro, Il pallone di pezza è stato messo in scena per la prima volta a 70 anni esatti dall’episodio, proprio a Buccino, il 14 settembre, nella chiesa di Sant’Antonio, nel quattrocentesco convento agostiniano edificato sulle mura dell’antica Volcei. Per un giorno l’abside della chiesa è divenuta la scena di uno spettacolo che tratta di un sentimento autentico, la pietas, che non vuol dire accettazione passiva del destino ma rispetto per chi viene oscurato e dimenticato dalla storia. In occasione dell’ottantesimo anniversario, lo spettacolo viene riproposto dall’attore salernitano.

Sabato 9 settembre alle ore 21.00, “La guerra per immagini”. Eduardo Scotti incontra gli storici Isabella Insolvibile, dell’università di Roma e della Rai e Alfonso Conte, dell’università di Salerno, per raccontare la cronaca di un anno cruciale: il 1943, i giorni che portarono allo Sbarco di Salerno. Filmati e fotografie originali dell’epoca. Alle 21.30, gli storici Giuseppe Fresolone e Vincenzo Marsilia presenteranno “La guerra nelle immagini di Robert Capa”. Trenta scatti originali del grande fotografo e inviato di guerra. La serata sarà aperta dal saluto del presidente dell’ANPI, Ubaldo Baldi (ingresso libero).

Domenica 10 settembre, infine, alle ore 21.00, per “Foglie di teatro”, va in scena “Teatri di guerra”, per la regia di Andrea Carraro. Con Ugo Piastrella, Pasquale Capozzolo, Pasquale Colabene, Rocco Giannattasio, Ciro Marigliano, Mariarosaria Milito, Alessandro Musto, Serena Naddeo, Giuseppina Sessa. Luci, Raffaele Sguazzo. Audio: Francesco Giunti. Teatro e letteratura (Eduardo De Filippo, Erri De Luca, Curzio Malaparte, John Steinbeck, Carlo Vigorito): atmosfere,suggestioni e accadimenti di un anno di guerra: il 1943.

Una risposta

  1. fusco antonio ha detto:

    …..mi fa piacere che nelle celebrazioni spesso servili, e levantine dello sbarco “alleato” a salerno si sia dato spazio anche al ricordo degli episodi di violenze, di stupri ed assassini che ci furono ed anche numerosi commessi dai soldati delle forze “alleate” contro la popolazione inerme , bambini , donne ed anziani. Una liberazione che procedette lentissimamente verso roma, rischiando poco e tutelando gli interessi dei nuovi padroni che si sostituivano ai vecchi fascisti e che nulla di diverso avranno dai predecessori. Comunque una buona iniziativa.

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