L’Arte per la giustizia. Si parte domani nel museo Diocesano di Salerno con una serata dal titolo “Sono quel che sento”

Tutto pronto per la IV edizione della rassegna “L’Arte per la Giustizia”, con un programma ricco e articolato, grazie alla partecipazione di numerosi Artisti, Musicisti, e personalità della cultura.

L’Arte della Giustizia, progetto artistico e culturale originale, organizzato dal Conservatorio di musica “Giuseppe Martucci” di Salerno, per promuovere la riflessione sui grandi temi della giustizia e della legalità e la loro interpretazione attraverso la Conversazione e i linguaggi della Musica e delle Arti, vede la nascita della sua quarta edizione grazie al Direttore del Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno, Fulvio Maffia; al Maestro Imma Battista, per l’ideazione e la progettazione, e grazie alla preziosa collaborazione del Maestro Tiziana Silvestri, per il coordinamento artistico, di Mariella Giordano, Direttore della Biblioteca del “Martucci”, per la consulenza bibliografica, e di Nunzio Siani, Ufficio di Produzione, per il coordinamento logistico.

Si parte domani, venerdì 15 settembre, nel suggestivo spazio architettonico del Museo Diocesano di Salerno, con una serata dal titolo “Sono quel che sento”, riflessioni sul tema del Genderfluid.

Alle ore 18.00 sarà inaugurata la mostra fotografica “Anima Mundi, l’universale in un singolo“, frutto del pensiero visionario ed originale degli artisti Sara Napolitano e Tommaso Sansanelli.

Nel corso dell’inaugurazione è prevista la performance dell’attrice salernitana Gerarda Mariconda.

Alle ore 18.30 Eduardo Scotti condurrà le conversazioni con Maria Alfano, dirigente del Liceo De Filippis – Galdi di Cava de’ Tirreni, e Maria Santolia, Dirigente Psicologo del Consultorio DIG ASL di Salerno.

Alle 19.15, infine, prenderà il via il Concerto con “Arie d’opera” curato ed eseguito da Rosalba Vestini al pianoforte e con le splendide voci liriche di Rosita Rendina, Camilla Carol Farias, Elena Capasso, Giuseppe Manzo, Alfonso Pesce.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

 

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