“Al di là delle apparenze”. Ecco cosa celano alcune delle opere di “Avant-Garde” a Teggiano

“Casa” di Deanna Acanfora   “Limitare” di Antonella Balina
Metopolis” di Massimo Medini Rossi

•La casa che ricopre interamente il volto, rappresenta “l’estensione architettonica della nostra pelle”, è il luogo dove assorbiamo le consuetudini che ci caratterizzeranno. La disposizione dell’opera vuole infondere un senso di inquietudine, infatti il soggetto coinvolto non puó lasciarsi trasportare dal paesaggio perché la casa è una proiezione del suo stato mentale, una gabbia, un’apparente comfort-zone che in realtà risulta essere limitante.

• Sono i fattori esterni a “limitare” talvolta la crescita dell’individuo, la proliferazione di conoscenze e competenze, l’ampliamento delle vedute. La sfera realizzata è costretta a ridimensionarsi a causa dei lacci che lasciano un segno forte ed impresso. Questa limitazione oltre a tarpare le ali dell’arricchimento, conduce alla riduzione o nel peggiore dei casi alla distruzione.

•“Metopolis” è un’installazione attraverso cui si vuole focalizzare l’attenzione sul degrado urbano delle periferie. L’indifferenza delle istituzioni, la scarsità dei servizi conducono come diretta conseguenza al deperimento. I poveri vengono trattati alla stregua dei topi(Banksy docet), gli viene imputata la colpa di una situazione in realtà gestita male da chi si giustifica sulla pelle degli altri lavandosene le mani. L’artista ci pone un quesito: “un topo costruirebbe mai una trappola per topi?”

“Senza fondo” Di Marco Graziano           “Persistenza” di Stefania Ciocca

•“Senza fondo” si inscrive all’interno della trilogia “antro dell’io” ove l’autore porta alla luce le ossessioni dapprima recondite. Quest’opera rappresenta un armadio dalle sembianze mostruose, un divoratore di vestiti che tratteggia la piaga del consumismo che si abbatte sull’essere umano contemporaneo.

•Parola chiave di quest’opera è resilienza: la capacità di resistere alle avversità, adattandosi ai cambiamenti. L’acqua si conforma ad ogni recipiente e riesce ad occupare uno spazio, con ostinazione lo ricava anche da un solido che ne rappresenta l’opposto. È un auspicio per il futuro, un augurio che l’artista fa a sè stessa, quello di saper affrontare con tenacia ciò che l’avvenire le riserverà.

 

 

 

Rocco De Paola “Shamar

Menzione speciale per Rocco De Paola, presidente dell’Ass. Leonardo Da Vinci che ha reso possibile l’evento, nonché artista e studente dell’Accademia Delle Belle Arti. È stato lui con la sua opera “Shamar” ad aprire la visita organizzata in collaborazione con il Liceo Artistico di Teggiano. Il titolo dell’opera di origine ebraica significa “custodire gelosamente, tenere prezioso” e dà il nome ad una vicenda che ha interessato il nostro territorio. Una storia che ci racconta del traffico organizzato di rifiuti e del relativo inquinamento ambientale che ne è derivato. La poltrona rappresenta i poteri forti, è per antonomasia uno degli elementi che si associano alla politica. Essa pian piano si decompone, viene corrosa dal materiale tossico presente nel territorio. Una poltrona sfaldata dall’omertà. Seguendo le parole dell’autore “Shamarrappresenta una critica sociale, un grido di rivolta che sposa e abbraccia le attività di tutte quelle piccole particelle che, ogni giorno, si battono per la lotta alle ecomafie, rappresenta la messa a nudo della realtà dell’entroterra, della provincia dimenticata che non ha neanche la forza per rendersi conto di quanto la propria casa sia violentata”.

“AVANT-GARDE” è questo e molto di più, le opere che si dispiegano lungo il centro storico sono ben 17 ed è disponibile una mappa digitale accessibile attraverso il sito web www.avantgarde.visitteggiano.it o tramite QR Code posizionati in tutto il centro storico.

Manuela Ippolito

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