A Corleto Monforte la Fondazione Iridia e il Comune insieme per l’accoglienza

Fofana, Hayder , Sinar e Wael sono alcuni dei beneficiari del Cas di Corleto Monforte, provenienti da Nuova Guinea ma soprattutto dalla Tunisia. Tutti loro alla domanda di come sia stato il viaggio per arrivare in Italia hanno risposto con una sola parola in francese “difficile”. Fofana è qui con la moglie e suo figlio di quattro mesi, da luglio, e ci assicura che è qui in Italia che vuole rimanere e cercare un lavoro.

Assunta Circolo, residente nel paese alburnino, è operatrice del Cas di Corleto Monforte, e ci racconta che il figlio di Fofana è il primo ad aver ricevuto dalla Prefettura la certificazione per poter essere in regola.

Un paese di poco più di cinquecento abitanti che diventa primo Comune a firmare, direttamente con la Prefettura, un accordo per l’apertura di un centro accoglienza straordinario. La struttura ospitante è dell’Associazione Fondazione Iridia, che nello statuto- spiega l’amministratore unico Giuseppe Capozzolo- persegue scopi sociali, didattici e ambientali ed interviene anche nel campo dell’accoglienza.

Il Sindaco di Corleto Monforte, Filippo Ferraro eletto in una lista civica ma aderente al partito del premier Giorgia Meloni, riconosce più i benefici che le criticità nel progetto Cas. Riguardo alle dichiarazione di questi giorni della premier Giorgia Meloni che ha dissentito sulla decisione del Tribunale di Catania il Sindaco è cauto. Resta dell’opinione che un’immigrazione organizzata possa evitare sfruttamento e caporalato. Obiettivo futuro del Comune  di Corleto Monforte è quello di affiancare al Cas anche un progetto SAI.

 

Talia Mottola

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