Festa degli insegnanti: la storia della prof Franca, di ruolo dopo quasi 30 anni

La storia della maestra Franca Pozella è la realtà di tanti insegnanti che combattono quotidianamente il mondo del precariato, ma che per amore di una professione scoprono luoghi, visi di alunni e realtà differenti ogni giorno. La signora Franca originaria di Sapri ma con familiari ad Atena Lucana, racconta del suo primo giorno di supplenza a Casaletto Spartano nel 1985 fino a quando è diventata di ruolo nel 2013, dopo quasi 30 anni di carriera e all’età di circa 50 anni. Ma cominciano questo racconto, per celebrare la giornata dei docenti, da quel 1985. Dalla sua prima supplenza. “È stato un giorno pieno di aspettative – racconta la prof – e di emozioni che si sono susseguite durante tutti i miei incarichi per il Vallo di Diano. Ricordo le scuole di Sala Consilina, Montesano, Padula, Tardiano, Magorno per poi arrivare ad insegnare in tutte le scuole del golfo di Policastro” ci racconta la signora.
Questi incarichi non erano mai annuali ma sempre giornalieri, il suo primo incarico annuale è stato ricoperto a Sant’Egidio del Monte Albino, un paesino di otto mila anime, la signora partendo alle 4 del mattino per poi far ritorno a casa alle 22:00 di sera, tra un viaggio in treno e l’altro portava con sè libri, speranze e professionalità, tutto il necessario per i suoi giovani alunni.
Gli anni successivi sono stati un continuo cambiamento insegnando a Fortino e Vallo della Lucania per poi entrare di ruolo giuridicamente nel 2009 a Siena. Agli atti, infatti, la maestra Franca aveva finalmente ottenuto la sua cattedra, ma come spesso accade, il suo posto fu letteralmente scavalcato da altri insegnanti, fu così che dopo vari ricorsi e dopo una causa vinta nel 2013 le venne confermato effettivamente il suo ruolo di insegnante. Dopo la sua richiesta di avvicinamento confermata prima per Alta Villa Silentina ad oggi insegna a Torre Orsaia. “Fare l’insegnante è una scelta, non ho mai pensato di fare altro nonostante le difficoltà e i sacrifici.
Ad oggi, a 61 anni guardo i miei giovani e non posso che essere serena e appagata di quello che faccio”.

Mariela D’Elia

2 risposte

  1. Teresa ha detto:

    Grande Franca,hai fatto bene a raccontare la tua storia.Si dimentica spesso( dagli altri) il sacrificio che c’è dietro un docente in cattedra.Io non ho vissuto il tuo disagio,ho lavorato in ospedale 42 anni ,sono serena e con la coscienza a posto.Ho amato il mio lavoro,non mi manca più,dopo due anni di sofferenza,dopo il pensionamento.Ora ho riacquistato il mio tempo
    Tanti progetti di Mi aggiorno cont inuamente ,curo e assito mio marito,ha un brutto tumore.La vita è questa una continua lotta o le vinciamo o le accettiamo con la dovuta saggeza.Augurissimi per tutto..

  2. fusco antonio ha detto:

    …..categoria misconosciuta e bistrattata quella degli insegnanti e della scuola. Fatica , incomprensione e difficoltà nei rapporti con dirigenza spesso incapace e genitori che spesso sono molto peggio di tanti rampolli che proteggono ad oltranza avviandoli a diventare delinquenti o quasi pur di raggiungere i loro scopi.

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