La nuova missione di suor Alessia e don Donato. Montesano sulla Marcellana in “aiuto” di Lagos

Cosa hanno in comune Montesano sulla Marcellana e Lagos? Hanno risposto a questa domanda don Donato Varuzza e suor Alessia Spinelli che in occasione della Giornata Missionaria mondiale, che viene celebrata in questo mese, hanno parlato di uno dei tanti progetti organizzati da Suor Alessia che vive ormai da quasi 36 anni in Nigeria, mettendo al servizio dei più fragili tutta la sua esperienza da missionaria. “Il signore chiama alcune persone a lasciare tutto e a recarsi soprattutto nei luoghi più poveri e in via di sviluppo” dice Don Donato, e a questa definizione di “missionario” corrisponde proprio Suor Alessia, una suora domenicana di Santa Caterina originaria di Montesano sulla Marcellana, che partendo dal nulla è riuscita ad aiutare numerose famiglie nigeriane garantendo la formazione scolastica ai bambini, o a salvare tante donne costrette a prostituirsi “insegnando loro tutto ciò che sapevo, come taglio e cucito”. Suor Alessia è commossa mentre ricorda tutte le sue missioni umanitarie, ricche di momenti difficili e indimenticabili come quando, grazie ad un corso di primo soccorso, è riuscita a far nascere numerosi bambini vista l’assenza di ostetriche nelle aree in cui ha operato ed opera. Ricorda con orgoglio e commozione la concitazione di quei momenti, lo sguardo spaventato di chi aiutava ad assistere le partorienti, l’assenza di strumenti adeguati, lei che con coraggio ha tagliato il suo primo cordone ombelicale con le mani e il viso di quel bambino che ad oggi è un uomo e sta bene. “Il signore mi ha chiesto un sacrificio enorme perché mi mandavano da una parte all’altra sempre ad aprire nuovi centri, ed io ho confidato nell’aiuto di Dio e nell’aiuto dei fratelli e delle sorelle per iniziare”, racconta infatti di non aver mai voluto mollare, nonostante le difficoltà, perché “i missionari non sono mai soli”. Anche la comunità montanese è sempre vicina alle cause patrocinate da Suor Alessia che non ha mai reciso il legame con le sue origini nonostante la distanza. Infatti, in questo periodo si trova a Montesano e ripartirà a novembre per la Nigeria per aprire il nuovo Centro Bella Vista, che si prenderà cura di persone con disabilità. Il centro è gemellato con il Centro di Fraternità Un’ala di riserva di Montesano Scalo. L’obiettivo è quello di “creare un ponte immaginario fra due Nazioni seppur diverse, entrambe accomunate dal bisogno di ridare slancio alla cultura dell’inclusione creando spazi in cui tutti possano esprimersi, sviluppare le proprie potenzialità e sentirsi a casa e mai un peso per la società e le famiglie, per nostri diversamente abili”. Non è nuovo l’impegno della comunità montesanese che ha adottato Patrick, ragazzo nigeriano, per garantirgli l’istruzione, e ha organizzato raccolte di alimenti, indumenti, materiali per Makoko, una baraccopoli della periferia di Lagos dove la povertà la fa da padrone.

Carmen de Fina

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