Allarme peste suina in Basilicata: alto rischio in 29 comuni

La peste suina torna a far paura.
Mentre in Europa sono ormai 14 i Paesi che affrontano l’emergenza, anche la Basilicata inizia a fare i conti con l’istituzione delle zone di restrizione. Ricordiamo che l’infezione virale, non trasmissibile all’uomo, colpisce i cinghiali, mettendo a rischio gli allevamenti suini. La trasmissione dell’infezione da un territorio a un altro, può avvenire anche attraverso le derrate alimentari di origine suina, in particolare quelle commercializzate fuori dai circuiti legali e senza la dovuta tracciabilità.
Evitare la diffusione della malattia e tutelare gli interessi economici connessi al commercio di suini e prodotti derivati sono gli obiettivi dell’ASP Basilicata, fortemente impegnata nel controllo del fenomeno.
I rischi sono enormi, a cominciare da quelli economici. Un’ordinanza del presidente della Regione, Vito Bardi, al fine di contenere la diffusione della PSA nel territorio della Provincia di Potenza attua la “Istituzione della Zona di Restrizione I e II per Peste Suina Africana nel territorio della Provincia di Potenza“. Nella Zona di Restrizione II rientrano i Comuni di Grumento Nova, Lagonegro, Moliterno, Paterno e Tramutola.  Nella Zona di Restrizione I rientrano i comuni di: Abriola, Armento, Brienza, Calvello, Carbone, Castelluccio Superiore, Castelsaraceno, Corleto Perticara, Latronico, Laurenzana, Lauria, Maratea, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Montemurro, Nemoli, Rivello, San Martino d’Agri, San Chirico, Raparo, Sarconi, Sasso di Castalda, Spinoso, Trecchina e Viggiano.
L’azione da mettere in capo mira a contenere eventuali sviluppi epidemiologici che vede ormai molti comuni della provincia di Potenza rientrare nella zona infetta per Peste Suina.
Paola Romano 

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