All’Università degli Studi della Basilicata laurea honoris causa alla senatrice Liliana Segre

L’Università degli Studi della Basilicata ha consegnato, questa mattina, la laurea magistrale honoris causa in Storia e Civiltà Europee alla senatrice Liliana Segre.
“Sento di non essere vissuta invano”: sono le parole della senatrice che, in collegamento da Milano, ha ricevuto la laurea, consegnatole dal rettore dell’Università della Basilicata, Ignazio Marcello Mancini, e dal direttore del dipartimento di storia, Francesco Panarelli.
“Il conferimento della Laurea magistrale honoris causa alla senatrice a vita Segre è un grande onore per tutta la comunità accademica”, hanno dichiarato Mancini e Panarelli, aggiungendo che si tratta “soprattutto di un momento che il nostro giovane ateneo ricorderà a lungo: vorremmo che l’Unibas rappresenti, nel nostro territorio, una sorta di ‘pietra d’inciampo’ per le future generazioni, ricevendo le testimonianze di chi ha vissuto gli orrori della guerra, e di tutte le guerre, e degli effetti dei soprusi e delle tirannie di una parte su un’altra. L’iter per il conferimento della laurea è iniziato nel 2020, ma oggi come ieri questi messaggi sono di fondamentale importanza, anche per la crescita morale dei nostri studenti”.
La laurea infatti è stata conferita alla senatrice a vita “per essersi coerentemente mostrata portatrice di un grande ideale educativo che si appella alla nostra parte migliore, quella della solidarietà, della giustizia, della pace e della libertà”.
Un pensiero è stato rivolto anche alle nuove generazioni di studenti: “Il mio pensiero più sentito va ai ragazzi dell’Università della Basilicata” – ha detto la senatrice nella sua lectio magistralis dal titolo “Historia Magistra Vitae?” – “quelli che da sempre io chiamo i miei nipoti ideali e ai quali è stato dedicato il mio trentennale impegno testimoniale che è un impegno per la memoria dell’orrore della Shoah, ma anche per una formazione sempre più centrata sui diritti e i doveri splendidamente sanciti dalla nostra Costituzione”.
“Questa laurea è molto in sintonia con il senso stesso della mia battaglia per il reciproco riconoscimento e rispetto. La nostra Europa – ha detto la senatrice – è stata tanto la culla della civiltà quanto l’incubatrice dei peggiori orrori del ‘900, dei totalitarismi, delle guerre mondiali e della Shoah. La formazione, la scuola, l’Università sono fondamentali – ha concluso – e solo se avremo una gioventù diversa, una società diversa, un’opinione pubblica colta, informata, critica, potremmo sperare in un futuro di pace, convivenza e collaborazione”.

Paola Romano

 

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