Chiusura del reparto di Fisiopatologia Respiratoria a Polla. Fials: “Voci di corridoio o realtà?”

In seguito a una riunione del 27 novembre presso il presidio ospedaliero “L. Curto” di Polla, si è deciso di chiudere il reparto di Fisiopatologia Respiratoria (F.P.R.) a partire dal 15 dicembre, bloccando fin da subito i ricoveri e salvando solo l’attività ambulatoriale.

Proprio per questo motivo, la Fials di Polla chiede in modo urgente dei chiarimenti in merito alla scelta considerata “drammatica”. Chiedono informazioni ufficiali sulla chiusura del reparto e le eventuali motivazioni: “Premesso che, il reparto in questione è di vitale importanza non solo per quella che è l’attività ambulatoriale ma anche e soprattutto per l’assistenza e la degenza delle patologie respiratorie. Basti ricordare i pazienti con asma grave, con polmonite da covid e non, pazienti cronici con enfisema e BPCO, pazienti in ventilazione assistita (NIVM), in definitiva tutte patologie che nella fase acuta vanno ospedalizzate e seguite nella loro specificità.”

Oggi risultano in servizio tre medici, di cui due nello specifico pneumologi ed uno in supporto come medico di medicina generale, impegnati nell’attività ambulatoriale e di degenza con sette posti letto.

“Come organizzazione sindacale – prosegue il portavoce – e come cittadini del Vallo di Diano auspichiamo che tutto ciò siano solamente voci di corridoio e non la realtà, che ancora una volta descrive progetti di chiusura e riduzione dell’offerta di assistenza sanitaria. Ancora una volta siamo costretti ad assistere alla scelta più semplice da perseguire, quella della chiusura, e non a quella della soluzione dei problemi, certo carente di pianificazione ed organizzazione. Inoltre perdere posti letto significa anche deturpare il nostro territorio di servizi che non torneranno mai più. Sono tanti i medici e i collaboratori sanitari, infermieri e Oss del reparto di F.P.R., che in questi ultimi anni hanno fatto grandi sacrifici e rinunce, credendo in un sistema che avrebbe salvato quantomeno il nostro diritto alla salute.”

Tatjana Chirichella

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