L’ultimo libro di Lorenzo Marone, “Sono tornato per te”, ispirato da una storia d’amore nata nel Vallo di Diano

Una storia d’amore, nata nel Vallo di Diano, e di sopravvivenza. Ė quella raccontata dallo scrittore napoletano Lorenzo Marone nel suo ultimo romanzo “Sono tornato per te”.

Ė il 1936 quando Cono Trezza e Serenella Pinto si incontrano per la prima volta a Monte Rianu. L’amore tra i due giovani viene interrotto dagli orrori della guerra e Cono, deportato in Germania, è costretto a improvvisarsi pugile per necessità, nella speranza di poter tornare dalla sua Serenella.

Lorenzo Marone descrive il suo libro come “due romanzi in uno”. La prima parte è completamente ambientata nel paese di Monte Rianu, nome nato dall’unione di Monte San Giacomo e Teggiano, i due borghi del Vallo di Diano cari all’autore. Marone, che si definisce napoletano in conflitto con la metropoli, nel parlare spiega che ha delle radici che lo riportano in questi luoghi. Ci sono i ricordi delle giornate trascorse nei due paesi, i ricordi del padre e dello zio e di alcune persone, come nonna Erminia, che hanno ispirato dei personaggi. Ma ci sono anche i tanti piatti della tradizione, come gli stufati teggianesi, i “fusiddi”, i “tunnuliddi”  e altri, che fanno la loro comparsa nelle pagine del libro. Il cibo per Marone “non è solo cibo, è memoria. Sono ricordi che ritornano”

Nella seconda parte, invece, si racconta la vera e propria lotta di Cono per la sopravvivenza. Galletta, così era soprannominato, diventa un pugile per tentare di sfuggire alla morte all’interno del campo di concentramento. Il pugilato, sport amato dal Führer, veniva praticato dai prigionieri, costretti a sfidarsi su ring improvvisati, per il divertimento dei kapò e delle guardie.

“È un romanzo – conclude Marone – sull’amore in senso ampio, sull’amore che tiene in vita”.

 

Danila Pia Casella

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *