Salerno: in scena la rassegna teatrale sull’imbroglio bosniaco.

Continua il viaggio del Balkan Express tra le varie creazioni artistiche provenienti dai Balcani a venti anni dal conflitto. La rassegna, curata da Tommaso Tuzzoli e promossa dalla Fondazione Salerno Contemporanea in collaborazione con il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale, Laboratorio di Filosofia e Linguaggi dell’ Immagine, Osservatorio interdipartimentale per la diffusione degli studi di genere e la cultura delle pari opportunità, Filmidea, Associazione culturale Tinaos, Casa della poesia – Baronissi, Mediateca Santa Sofia  da voce a tutto coloro che specchiandosi in quel “imbroglio bosniaco”, in quella pagina buia della nostra storia contemporanea, hanno gridato, per chi non sa, per chi ha voluto dimenticare e per chi non ha mai voluto sapere, la follia di questa e di tutte le guerre. Dopo l’appuntamento di giovedì 21 febbraio con La Casa della Posesia di Baronissi che presenterà Sarajevo mon amour – Omaggio a Izet Sarajlic, venerdì 22 febbraio, alle ore 21,00, a salire sul palcoscenico del Teatro Antonio Ghirelli di Salerno saranno i MESCLA con il loro concerto: Un cammino di sevdah dalla Neretva al Vesuvio. MESCLA (ammesc) nasce nel 1999 (storicamente il momento si colloca tra la fine dei bombardamenti NATO in Yugoslavia e l’inizio del movimento per una più sana globalizzazione a Seattle) da amici musicisti provenienti da differenti esperienze, i quali sentono la necessità di unirsi in un progetto collettivo che superi la comune concezione di gruppo. Vari gli obbiettivi iniziali: viaggiare per raccontare e farsi raccontare la Storia, in modo diretto e locale, affidandosi ad un rapporto bocca -orecchio ma, allo stesso tempo e allo stesso modo, iniziare un percorso di ri- apprendimento musicale sul posto, imparando direttamente dai musicisti incontrati in viaggio. “Il nostro impegno – ci tiene a sottolineare il gruppo –  è utilizzare la musica e la danza per aiutare il ripristino della circolazione di energia laddove, per diversi motivi, hanno prevalso il conflitto e l’odio, dentro di noi, o a migliaia di chilometri da qui. Per questo, per cominciare, abbiamo subito  scelto la strada, il luogo dove tutti sono liberi di partecipare alle nostre feste, indipendentemente dall’età, cultura, razza o fascia socio-economica di appartenenza”.  Nel gruppo dei Mescla hanno suonato almeno 60 musicisti in sette anni: “dovunque ci fermiamo- spiegano i Mescla – ci piace invitare musicisti del posto a mischiarsi e partecipare; in tal modo l’organico ha visto una nutrita schiera di musicisti rumeni, francesi, catalani, magrebini, che arricchiscono la nostra musica con i loro tesori”. Domenica 24 febbraio presso il Teatro Antonio Ghirelli  alle ore 18.00 , sarà la volta di “Balkan Burger – è la storia di Razna che visse più volte” con Luisa Cattaneo, musica composta ed eseguita da Enrico Fink, testo e regia Stefano Massini, prodotto dal Teatro delle donne – Centro di drammaturgia Officine della Cultura. Una storia incredibile, quella di Razna. Nata in una delle tante comunità ebraiche rimaste illese dall’invasione turca, vedrà cambiare la sua vita con il ritmo di una ballata kletzmer. Perché le carte si ridanno di continuo, al tavolo da gioco dei balcani. Quindi Razna danza con Dio, comunque lo si chiami. Sullo sfondo di un’Hercegovna dove “se preghi Dio si girano in quattro”, cambierà quattro volte vita e religione. Con la leggerezza rassegnata della vittima sacrificale, Razna muore e rinasce di continuo, perché di continuo la storia cambia maschera e camuffa il viso. Tutto scorre, tutto si trasforma al gran bazar delle religioni slave: Roze diventa Razna, impara preghiere cattoliche e litanie ortodosse, lei, figlia di rabbino, frequenterà preti, monache, un iman e un Pope. Un racconto tutto da ascoltare, una galleria implacabile di personaggi e di situazioni, intrecciate fra loro con il filo conduttore di una macelleria titanica dove fra uomini e bestie non c’è poi gran differenza.

 

 

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