Tra le fiamme che circondano l’ex discarica di Polla: i soccorritori come cavalieri inermi contro orde di draghi

Avete presente quei film di fantasia dove cavalieri con spade e scudi tentano di arginare orde di draghi che sputano fuoco e fiamme? Cavalieri che pur coraggiosi hanno poche armi per riuscire in una impresa ardua e spade e scudi diventano ben presto cenere? E’ quello che è sembrato di vivere nella serata di ieri nei pressi dell’ex discarica di Costa Cucchiara di Polla con le fiamme che hanno minacciato, fino a giungere a pochi centimetri, dalla zona che fu, e che in parte lo è ancora, dei rifiuti.  Per entrare nella ex discarica i soccorritori tagliano la catena del cancello di ingresso, poco tempo per intervenire e attendere le chiavi e quindi decidono di agire con celerità. Protezione civile, anti incendio boschivo della comunità montana, i consiglieri Raffaele Cammardella e Giuseppe Curcio si fiondano nella ex discarica. C’è Antonio, un operaio, che da solo tenta di spezzare il fuoco per evitare che bruci l’area dell’ex discarica, ci sono Raffaele (Cammardella) e Giuseppe (Curcio) consiglieri comunali che si armano di battitori e spengono ogni fiammella che capita loro a tiro. Sono grigi di fumo in viso e hanno la gola arsa. Ci sono Angelo (Caso), Antonio (Calvino) e Carmine (Manzione), gli “angeli” della protezione civile di Polla che lottano senza sosta per arginare le fiamme.  Altri operai della Comunità montana – al lavoro dalla mattina – “coprono” un’altra zona dell’incendio. Un manipolo di “cavalieri” che lotta contro fiamme alte, nel buio, con scintille che viaggiano nell’aria e piccoli roghi che non vogliono morire e divampano ogni volta. E’ una lotta difficile, tra mezzi che si rompono, acqua che arriva a stento e fuoco che mangia la montagna senza pietà. I soccorritori, pochi, rischiano di ferirsi tra fiamme, tra alberi che cadono, tra pietre che spuntano all’improvviso nel nero della cenere e il buio che circonda ma alla fine – e con il supporto in seconda battuta dei vigili del fuoco – riescono a respingere l’orda di draghi dall’ex discarica. Almeno. Il resto delle fiamme divampa e mangia gran parte della montagna ed tuttora in atto nella zona posteriore al monte Calvario. Un incendio – occorre ricordarlo – creato dall’uomo, perché è certo che sia stato di origine dolosa (lo hanno detto soccorritori e il sindaco Giuliano). Perché spesso i veri draghi, i veri cattivi di una storia che di fantasia non è, sono gli uomini stessi.

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