Padula, al via il Progetto Legalità al Liceo Pisacane: l’esempio di Daniele Ventura, che denunciò il pizzo

Ha preso il via a Padula la terza annualità del Progetto Legalità: nella città natale di Joe Petrosino trasmettere ai giovani l’abitudine e l’attitudine al rispetto delle regole costituisce ormai un riferimento imprescindibile tra gli obiettivi trasversali perseguiti del Liceo Pisacane, guidato dalla dirigente scolastica Liliana Ferzola.

 

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Il Progetto Legalità nasce dalla collaborazione tra Prefettura di Salerno, Comune di Padula, rappresentata dall’Assessore alla Cultura Filomena Chiappardo, e Liceo Scientifico Pisacane. Anche quest’anno si avvale della collaborazione della Compagnia Carabinieri di Sala Consilina, guidata dal Capitano Davide Acquaviva, dell’Associazione Libera e, per la prima volta, anche di Legambiente Campania, rappresentata a Padula per l’occasione dal presidente Mariateresa Imparato.

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Molto significativo questo primo appuntamento della terza annualità del progetto del Liceo Pisacane anche per la presenza dell’ex imprenditore di Palermo Daniele Ventura che ha avuto il coraggio di denunciare il pizzo, come racconta nel libro “Cosa Nostra non è Cosa mia”. “Poco dopo aver realizzato il mio sogno con tanti sacrifici -ha raccontato Ventura ai ragazzi- mi sono trovato prima minacciato e poi abbandonato dallo Stato italiano, lo stesso Stato che prima ti chiede di denunciare il racket, ma che poi ti lascia in preda alle conseguenze delle tue denunce, solo e disperato. Da bambino sono cresciuto a Brancaccio, un quartiere della periferia di Palermo tristemente noto per la sua delinquenza, il rione dove la mafia ha ucciso don Pino Puglisi, una zona con mille contraddizioni e tanta criminalità.”

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