Un Fan di Sala Consilina intervista i Pink Floyd: a Roma Carlo Maucioni “infiamma” Roger Waters

“La mia ossessione è quella di entrare in empatia con gli altri esseri umani: siamo tutti un pò Africani e dovremmo tenerlo ben presente”. Parole di Roger Waters, rivolte ad un fan di Sala Consilina.

Perché c’è un legame tra il mito dei Pink Floyd ed il Vallo di Diano, e non è un legame da poco: non tutti sanno infatti che CYMBALINE, il Pink Floyd Magazine distribuito ai soci del Pink Floyd Fan Club, è curato da ben 26 anni da Carlo Maucioni e stampato a Sala Consilina.

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Carlo ovviamente non poteva mancare l’appuntamento con la conferenza stampa di presentazione della mostra “Pink Floyd – Their mortal remains”, che apre i battenti oggi a Roma presso il Macro, il Museo d’Arte Contemporanea. La mostra si inaugura oggi, ma Carlo Maucioni ha avuto occasione di visitarla in anteprima, oltre che di interloquire e intervistare uno dei Pink Floyd, il grande Roger Waters.

DOMANDA CARLO RISPOSTA ROGER

“Un’emozione sempre molto forte –racconta Carlo- anche se non si tratta della prima volta: già nell’aprile 2005 a Milano avevo avuto modo di intervistare un altro Pink Floyd. In quel caso fu addirittura un’intervista “a tu per tu” di ben 30 minuti con Nick Mason, in occasione della presentazione della versione in italiano della sua autobiografia della band Inside Out”. Anche a Roma, nella conferenza stampa che ha visto presente oltre allo stesso Water anche la sindaca Virginia Raggi, Carlo è stato capace di catturare l’attenzione di Roger Water. “Gli ho fatto una domanda sull’alienazione dell’uomo, sempre oppresso da qualcosa o da qualcuno, ben rappresentata dalla frase di un testo di Roger: “There’s someone in my head but it’s not me” – “C’è qualcuno nella mia testa ma non sono io”.

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La domanda di Carlo ha “infiammato” Roger, che nella risposta di quasi 5 minuti ha avuto modo di esprimere alcuni concetti molto importanti. “Vivo in America – ha detto tra l’altro Roger a Carlo- e l’idea che le mie tasse servano a bombardare popolazioni inermi m’inquieta. Stiamo degradando in un proto-fascismo e non si può continuare così. Sono preoccupato che i ragazzi, continuando a guardare i cellulari, cadano nel precipizio. Se la smettessimo di fare i selfie e iniziassimo a prendere coscienza di quello che accade nel mondo andremmo verso un futuro migliore. Questo non è il mondo in cui voglio vivere io –ha proseguito ancora Roger Waters rispondendo a Carlo-  perché è un mondo fatto di guerre per il petrolio e di idioti che infiammano il Medio Oriente con le loro dichiarazioni folli. Dobbiamo mostrare attenzione per chi abbiamo accanto”. Parole sagge e attuali, che fanno capire come mai il messaggio dei Pink Floyd sia senza tempo.

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Infine una curiosità: il valdianese Carlo Maucioni è di certo uno dei top fan in Italia dei Pink Floid. “Dei loro concerti –racconta Carlo- ne ho visti tanti: allo Stadio Flaminio a Roma nel 1988, a Cava de’ Tirreni nel 1989, due a Cincecittà nel 1994. E poi una infinità di David Gilmour (tra cui quello nell’Anfiteatro di Pompei) e di Roger Waters come solisti.

AUTOGRAFO CYMBALINE

Di Roger Waters –confessa Carlo- ho assistito a nove repliche dell’infinito Tour di The Wall (dal 2010 al 2013), compresa una tappa a San Francisco, il 9 maggio 2012. Follia Pura…”. Viste le vere “follie” del mondo di oggi, una “sana” follia.

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