“Troppi tagli di alberi nel territorio del PNCVDA”: l’allarme di Italia Nostra e G.E.T. Vallo di Diano

Ha senso stravolgere il nostro paesaggio boschivo e montano, di incomparabile bellezza, per qualche decina di migliaia di euro? È domanda retorica che si pongono Italia Nostra sezione Cilento – Lucano, presieduta da Teresa Rotella, e l’Associazione G.E.T. Vallo di Diano, guidata da Giancarlo Priante, che attraverso una nota stampa comune hanno riportato alla ribalta il tema dei tagli di alberi in ambienti montani di particolare pregio naturalistico e paesaggistico.

“Troppi tagli di alberi nel territorio del PNCVDA”: l’allarme di Italia Nostra e G.E.T. Vallo di Diano

“TROPPI TAGLI DI ALBERI NEL TERRITORIO DEL PNCVDA”: L’ALLARME DI ITALIA NOSTRA E G.E.T. VALLO DI DIANO

Pubblicato da Italia Due su Lunedì 20 luglio 2020

Sono trascorsi quasi 30 anni dalla istituzione del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ma non è ancora chiaro a tutti il significato di Area Protetta, e non tutti hanno la consapevolezza di vivere in un Parco Nazionale. In particolare le ultime segnalazioni di tagli di alberi relative al mese di giugno riguardano alcuni boschi d’alto fusto di faggi degli Alburni, e l’abbattimento di moltissimi alberi nel territorio di Corleto Monforte, in diverse località (Acqua dei Tassi-Piazzetta-M. Spina dell’Ausino) a quota 1300-1400 metri. “Si tratta probabilmente di tagli in regola con le autorizzazioni –commentano Italia Nostra e G.E.T. Vallo di Diano- ma che riguardano luoghi di notevole valore naturalistico, e che vanno al di là delle valutazioni scientifico-forestali ed economiche. E le immagini dei luoghi in questione sono la dimostrazione di quanti danni possono provocare alla natura simili interventi”. Una altra segnalazione riguarda il Monte Cervati, in località Acqua che Suona – Temponi del Comune di Piaggine, oggetto di continui tagli di faggi d’alto fusto. “In questo caso –confermano Italia Nostra e G.E.T. Vallo di Diano- siamo in un territorio tra i più interessanti ma anche tra i più tartassati dell’intero Appennino centro-meridionale. Si tratta di una storia iniziata dieci anni fa, che sembrava essere chiusa in seguito a sequestro di cantiere di taglio da parte del Corpo Forestale dello Stato nel novembre del 2013. Ma in seguito al dissequestro, lo scempio continua. Tanto che di recente è stata prodotta e inoltrata una diffida di taglio da Italia Nostra alle varie Autorità competenti”. Il tema è stato oggetto lo scorso 15 luglio di una interrogazione alla Camera dei Deputati da parte della deputata di Liberi e Uguali Rossella Muroni, rivolta al Ministro dell’Ambiente e al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Nell’interrogazione si chiedono anche informazioni sul Piano del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, in vigore dal 2010, ed ormai arrivato a scadenza.  “Crediamo che rimanere passivi di fronte a quanto sta succedendo sulle nostre montagne significhi essere complici involontari” concludono Italia Nostra e G.E.T. Vallo di Diano, lanciando un appello rivolto al mondo dell’associazionismo e a tutti i cittadini sensibili alle problematiche ambientali affinché si uniscano alla protesta.

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